Cronaca

Pronto soccorso San Paolo: 24 ore di attesa per 92enne

14 marzo 2026, 03:16 2 min di lettura
Pronto soccorso San Paolo: 24 ore di attesa per 92enne Immagine generata con AI Milano
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Lamentele sul Pronto Soccorso San Paolo

Una figlia denuncia la lunga attesa e la presunta mancanza di ascolto nel pronto soccorso dell'Ospedale San Paolo di Milano. La madre, una donna di 92 anni, sarebbe rimasta per 24 ore nel reparto di emergenza prima di ricevere le cure necessarie per un'ischemia addominale.

La missiva, inviata alla direzione sanitaria, pur riconoscendo l'efficacia degli interventi che hanno salvato la vita dell'anziana, solleva dubbi sulla gestione iniziale dei casi e sull'umanità del personale.

Intervento salvavita e ringraziamenti

La lettera inizia con un sentito ringraziamento ai medici che hanno operato d'urgenza la madre di Giulietta Marra. La dottoressa Castagna è lodata per aver richiesto tempestivamente una TAC che ha rivelato l'ischemia, mentre il dottor Portigliotti viene elogiato per la professionalità e la gentilezza durante l'intervento.

Anche l'equipe di anestesia e chirurgia e tutto il personale del reparto di chirurgia generale ricevono apprezzamenti per l'attenzione e l'umanità dimostrate nella fase post-operatoria, indipendentemente dall'età della paziente.

Critiche alla gestione iniziale

Tuttavia, la stessa figlia esprime profonda delusione per quanto accaduto nelle prime 24 ore di permanenza in pronto soccorso. La madre, entrata per forti dolori gastrointestinali, sarebbe stata inizialmente sottovalutata, con diagnosi errate come gastroenterite virale.

Vengono denunciati la mancanza di ascolto, l'indifferenza e la scarsa umanità da parte di alcuni membri del personale, che avrebbero minimizzato le sofferenze della paziente e le preoccupazioni dei familiari. Si sottolinea come il dolore di un paziente, specialmente se anziano, non debba mai essere ignorato.

Appello per maggiore umanità e risorse

La lettera si conclude con un appello accorato per una maggiore attenzione al dolore e all'ascolto dei pazienti, in particolare degli anziani. Giulietta Marra suggerisce che il personale del pronto soccorso sia sottodimensionato e la struttura inadeguata, portando a situazioni di sovraffollamento.

Si auspica un miglioramento delle condizioni, un aumento dell'organico e una formazione specifica per il personale, affinché gesti di gentilezza e attenzione, come un sorriso, possano fare la differenza nel percorso di cura e nel benessere dei malati.

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