Profanazione tomba a Strozza
Un macabro ritrovamento ha sconvolto la comunità di Strozza, in Valle Imagna. Il corpo di Pamela Genini, 29enne vittima di femminicidio, è stato profanato nel locale cimitero. La scoperta è avvenuta lunedì scorso, quando il feretro, precedentemente collocato in un loculo, doveva essere spostato nella tomba di famiglia.
Gli operai addetti al trasferimento hanno notato delle anomalie nel cofano funebre, con viti rimosse e tracce di silicone. All’apertura, si sono trovati di fronte a una scena agghiacciante: il cadavere della giovane era privo della testa, asportata e portata via.
Indagine della Procura di Bergamo
La Procura di Bergamo, guidata da Maurizio Romanelli, ha immediatamente aperto un fascicolo per far luce sull'accaduto. I reati ipotizzati sono vilipendio di cadavere e furto della testa, fattispecie previste dal codice penale che comportano pene severe, aggravate dalla circostanza che il crimine sia avvenuto all’interno di un luogo sacro come il cimitero.
Le autorità hanno posto il corpo sotto sequestro giudiziario per consentire i necessari accertamenti. Si attende ora l’esito delle indagini per comprendere le dinamiche di questo gesto efferato e risalire ai responsabili.
Il tragico femminicidio di Pamela Genini
Pamela Genini era stata brutalmente uccisa il 14 ottobre 2025 a Milano. Il suo ex compagno, Gianluca Soncin, 52enne, l’aveva massacrata con oltre trenta coltellate nel terrazzo del suo appartamento. L’uomo, che aveva già perseguitato Pamela nei mesi precedenti, era entrato in casa con una copia delle chiavi ottenuta a sua insaputa.
Le urla della giovane avevano allertato i vicini, che avevano prontamente chiamato le forze dell’ordine. Nonostante i tentativi di soccorso e l’arrivo imminente della polizia, Soncin aveva portato a termine il suo folle gesto. L’assassino, con precedenti per aggressione e truffa, aveva poi inscenato un tentativo di suicidio prima di essere arrestato.
L’omicidio era stato aggravato da premeditazione, crudeltà, futili motivi e dal legame affettivo. La vicenda aveva destato profonda commozione, evidenziando ancora una volta la piaga della violenza di genere.