L'unico imputato condannato per il disastro ferroviario di Pioltello del 2018 ha richiesto un patteggiamento in appello. La Procura, tuttavia, chiede nuove condanne per altri dirigenti e per RFI.
Appello a Milano per il disastro ferroviario
Si è aperto a Milano il processo d'appello per il tragico incidente ferroviario avvenuto a Pioltello nel gennaio 2018. L'evento causò la morte di tre persone e il ferimento di oltre cento passeggeri. Un centinaio di persone subirono anche traumi psicologici a seguito dell'evento.
La causa scatenante fu individuata in un giunto in condizioni precarie. Questo elemento critico ha portato a conseguenze devastanti sulla linea ferroviaria. La dinamica dell'incidente ha richiesto un lungo iter giudiziario.
L'unico condannato cerca una nuova pena
L'unico imputato a essere stato condannato nel primo grado di giudizio ha scelto di percorrere la strada del concordato. Questa opzione, assimilabile a un patteggiamento, è stata accettata dalla Procura e dalla Procura generale di Milano. L'uomo in questione è Marco Albanesi, ex responsabile dell'Unità manutentiva.
A lui erano stati inflitti 5 anni e 3 mesi di reclusione. La sua difesa, guidata dall'avvocato Giuseppe Alamia, ha presentato la richiesta di ratifica di una pena ridotta. La nuova pena proposta si aggirerebbe intorno ai tre anni, come emerso durante l'udienza.
La difesa ha avanzato questa richiesta all'inizio della seconda udienza. I giudici della quinta sezione penale d'appello valuteranno la proposta. La volontà è quella di ottenere una riduzione della pena rispetto alla sentenza di primo grado.
La Procura chiede nuove condanne
Nel processo di primo grado, il Tribunale aveva assolto otto persone. Tra queste figuravano vertici e dirigenti di RFI (Rete ferroviaria italiana). L'ex amministratore delegato Maurizio Gentile e la società stessa erano stati prosciolti. L'unica condanna era stata quindi quella di Albanesi.
La Procura, rappresentata dalla pm Maura Ripamonti, ha impugnato la sentenza. Chiede che vengano condannati in appello anche l'ex ad Gentile e altri dirigenti. Si tratta di Umberto Lebruto e Vincenzo Macello. Erano stati assolti in primo grado, ma la Procura li ritiene responsabili.
Le accuse riguardano il disastro ferroviario colposo e l'omicidio e lesioni colpose plurime. La Procura sostiene anche la responsabilità amministrativa di RFI. La società, secondo i pubblici ministeri, dovrebbe rispondere di illecito amministrativo.
Attesa per la decisione della Corte
Dopo la lettura della relazione da parte della Corte, è prevista la discussione. Interverranno la pm Maura Ripamonti e la sostituta procuratrice generale Olimpia Bossi. La Procura ha inoltre richiesto la riapertura del dibattimento. Si vorrebbe ascoltare alcuni testimoni-consulenti e riesaminare gli imputati.
Le udienze sono state fissate fino a dicembre. Al termine degli interventi di tutte le parti coinvolte, la Corte emetterà la sua decisione. L'esito del processo d'appello è atteso con grande interesse.
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