La difesa del 16enne fermato per l'omicidio di Gabriele Vaccaro a Pavia afferma che il giovane è profondamente turbato e desidera cooperare pienamente con le indagini. Gli avvocati sottolineano le difficoltà personali del ragazzo e la sua volontà di chiarire la dinamica dei fatti.
La difesa del giovane imputato
La polizia ha effettuato una perquisizione nell'abitazione del sedicenne fermato per l'omicidio di Gabriele Vaccaro. I genitori del ragazzo, in preda al panico, hanno contattato immediatamente l'avvocata Barbara Ricotti. «Erano spaventati, non capivano cosa stesse accadendo», ha dichiarato la legale. La signora Ricotti, insieme al collega Filippo Beolchini, ora assiste il minorenne accusato del delitto avvenuto nel parcheggio dell'ex area Cattaneo. La vicenda ha scosso profondamente la famiglia.
«Il nostro assistito è distrutto, come pure la sua famiglia», hanno comunicato gli avvocati. Hanno poi aggiunto che il ragazzo ha affrontato diverse difficoltà personali. In passato, è stato vittima di due aggressioni. All'età di 13 anni, a Pavia, è stato colpito alla testa con sassi da un gruppo di coetanei. Questo evento ha compromesso il suo percorso scolastico. Successivamente, è stato accoltellato al torace vicino alla sua abitazione.
Il supporto familiare e scolastico
I genitori del giovane hanno sempre mostrato un forte sostegno. Per permettergli di continuare gli studi, lo hanno iscritto a una scuola privata. Questo ha comportato un notevole sacrificio economico per la famiglia. La signora Ricotti ha evidenziato questo impegno. La famiglia è rimasta costantemente al fianco del ragazzo.
Secondo i suoi legali, il sedicenne ha sempre collaborato con le forze dell'ordine. La sua collaborazione è iniziata fin dal primo interrogatorio in questura. Il giovane sarà nuovamente ascoltato durante l'udienza di convalida dell'arresto. Questa si terrà presso il carcere minorile Cesare Beccaria di Milano, dove è attualmente detenuto. La sua volontà è quella di chiarire ogni aspetto.
La versione dei fatti del 16enne
«Non è vero che non ha risposto alle domande», ha precisato l'avvocato Beolchini. Il ragazzo ha fornito la sua versione degli eventi fin dall'inizio. Durante l'udienza di convalida, offrirà ulteriori dettagli. Questi elementi dovrebbero facilitare la ricostruzione completa della vicenda. L'obiettivo è chiarire ogni responsabilità.
Secondo quanto riferito dal ragazzo, il suo gruppo sarebbe stato aggredito per primo. «Ci risulta che il nostro assistito e i suoi amici abbiano fatto una battuta agli altri ragazzi», ha spiegato la signora Ricotti. La battuta riguardava delle pizze che l'altro gruppo stava trasportando. La reazione è stata aggressiva. Il gruppo di Gabriele Vaccaro ha iniziato a insultare, dando il via a una colluttazione. Anche il sedicenne è stato colpito.
Quando il ragazzo è fuggito con i suoi amici, uno dei tre componenti dell'altro gruppo li ha inseguiti. I legali attendono la conferma di questo dettaglio visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza. La loro speranza è che le registrazioni possano fornire elementi utili alla difesa.
L'importanza dell'autopsia
Per i legali, l'esito dell'autopsia sarà fondamentale. L'esame non è ancora stato disposto. Servirà a determinare le cause precise del decesso. Inoltre, aiuterà a capire se un soccorso tempestivo avrebbe potuto salvare la vita a Gabriele Vaccaro. «C'è stata una colluttazione e al culmine di questa c'è stato un fendente», hanno concluso gli avvocati. Le responsabilità individuali saranno definite anche grazie ai risultati dell'esame autoptico.
Domande frequenti
Qual è la situazione attuale del 16enne fermato per l'omicidio? Il 16enne è attualmente detenuto presso il carcere minorile Cesare Beccaria di Milano. I suoi legali affermano che è distrutto emotivamente ma desideroso di collaborare con le autorità per chiarire la sua versione dei fatti.
Cosa sostengono gli avvocati riguardo alla dinamica dell'omicidio? Gli avvocati del 16enne sostengono che il suo gruppo sia stato aggredito per primo dopo una battuta. Affermano che il loro assistito è stato colpito durante la colluttazione e che uno degli aggressori li ha inseguiti anche dopo la fuga.
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