Cronaca

Paralimpiadi Milano-Cortina 2026: critiche a media e sponsor

15 marzo 2026, 22:05 3 min di lettura
Paralimpiadi Milano-Cortina 2026: critiche a media e sponsor Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Paralimpiadi Milano-Cortina: il confronto con le Olimpiadi

Milano – La vigilia delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 è segnata da un acceso dibattito. Attivisti e sostenitori dei diritti delle persone con disabilità esprimono forte delusione nei confronti di istituzioni, media e sponsor. La critica principale riguarda la disparità di trattamento rispetto alle Olimpiadi, percepita come una mancanza di reale impegno verso l'inclusione.

L'artista di strada Gianus ha rappresentato questo sentimento con un'opera raffigurante Giulietta che tiene in mano un fiammifero anziché una torcia. Questo simbolo, secondo l'attivista Valentina Tomirotti, rappresenta la fragilità e la necessità di protezione della luce paralimpica, spesso trascurata nonostante le promesse retoriche.

Critiche alla copertura mediatica e agli sponsor

Valentina Tomirotti, voce critica nel dibattito, paragona le Paralimpiadi a un fiammifero: una luce che necessita di cura e protezione, ma che il sistema mediatico e sponsoristico non sempre garantisce. La retorica sull'inclusione precede l'evento, ma la copertura effettiva e il supporto concreto sembrano insufficienti, portando a un progressivo spegnimento di quella luce.

Lisa Noja, consigliera regionale lombarda, ha amplificato queste preoccupazioni attraverso un video sui social media. Il filmato evidenzia la difficoltà nel reperire le gare paralimpiche in televisione, con trasmissioni limitate su canali specifici e orari ridotti, a differenza della copertura onnipresente riservata alle Olimpiadi. Anche la radio e le piattaforme online mostrano una netta preferenza per l'evento olimpico.

Differenze nella cerimonia e nel supporto

La differenza di trattamento si estende anche alla cerimonia di apertura, descritta come a basso budget rispetto a quella olimpica, con un cast di artisti meno blasonato. Anche il supporto degli sponsor appare ridimensionato, come dimostra la differenza nei preservativi distribuiti nel villaggio olimpico: brandizzati per gli atleti olimpici, non per i paralimpici.

Si sollevano dubbi anche sulla scelta di organizzare i Mondiali di sci in concomitanza con le Paralimpiadi, creando una potenziale sottrazione di attenzione. La richiesta di pari dignità e visibilità per gli atleti paralimpici è forte, chiedendo di superare la retorica dell'inclusione e concentrarsi sulle gesta sportive.

Proposta di un evento unico

La conclusione degli attivisti è univoca: la disparità di visibilità non permetterà mai di colmare il divario di conoscenza tra Olimpiadi e Paralimpiadi. Viene sottolineata la necessità di un investimento congiunto in termini valoriali, educativi e di copertura mediatica. La proposta più radicale, condivisa da molti nel mondo della disabilità, è quella di unificare Olimpiadi e Paralimpiadi in un unico grande evento.

Questa unificazione, secondo i sostenitori, eliminerebbe la divisione anacronistica e paradossale che vede la chiusura delle Olimpiadi preludere all'inizio delle Paralimpiadi. L'obiettivo è quello di gare organizzate in parallelo, garantendo la massima visibilità e dignità a tutti gli atleti, indipendentemente dalla loro disciplina o condizione.

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