Cronaca

Paralimpiadi e Olimpiadi: critiche per scarsa visibilità

15 marzo 2026, 16:09 3 min di lettura
Paralimpiadi e Olimpiadi: critiche per scarsa visibilità Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Scarsa copertura mediatica Paralimpiadi

Milano – La differenza di trattamento mediatico e di attenzione da parte degli sponsor tra le Olimpiadi e le Paralimpiadi è al centro di un acceso dibattito. Attivisti e sostenitori dei diritti delle persone con disabilità esprimono forte insoddisfazione per quella che viene definita una «smobilitazione generale» nei confronti dell'evento paralimpico.

Il paragone è netto: se le Olimpiadi sono rappresentate da una torcia, simbolo di forza e continuità, le Paralimpiadi vengono paragonate a un fiammifero. Questa metafora, resa celebre dall'artista Gianus in un'opera dedicata a Verona, città ospitante la cerimonia di apertura, sottolinea la fragilità e la necessità di maggiore protezione per la luce paralimpica, spesso non adeguatamente tutelata da media, istituzioni e sponsor.

Critiche a media e sponsor

Valentina Tomirotti, attivista per i diritti delle persone con disabilità, evidenzia come la retorica sull'inclusione, pur presente, non si traduca in un supporto concreto. «La luce fragile del fiammifero – spiega Tomirotti – rischia di spegnersi perché il sistema istituzionale e mediatico non la protegge abbastanza». Questo si traduce in una copertura televisiva e radiofonica nettamente inferiore rispetto a quella riservata alle Olimpiadi.

Lisa Noja, consigliera regionale lombarda e fondatrice del movimento Live For All, ha amplificato queste critiche attraverso un video sui social media. Nel filmato, Noja mostra la difficoltà nel reperire le gare paralimpiche sui canali televisivi, evidenziando come Raidue dedichi loro solo spazi mattutini, a differenza della copertura continua delle Olimpiadi. Anche Raiplay e la radio presentano un divario significativo nella visibilità offerta ai due eventi.

Differenze nella cerimonia e negli sponsor

Ulteriori disparità emergono nella valutazione delle cerimonie di apertura e nel coinvolgimento degli sponsor. Tomirotti sottolinea come la cerimonia paralimpica sia stata realizzata con un budget inferiore, citando la differenza nel calibro degli artisti che si sono esibiti rispetto a quelli delle Olimpiadi. Anche la distribuzione di beni essenziali, come i preservativi nel villaggio olimpico, ha mostrato una differenza: brandizzati per gli atleti olimpici, non brandizzati per quelli paralimpici.

Noja solleva interrogativi sulla mancata riproposizione di spettacoli di luci all'Arco della Pace, un'iniziativa presente durante le Olimpiadi, e sulla minore visibilità concessa ai medagliati paralimpici rispetto ai loro colleghi olimpici. La concomitanza dei Mondiali di sci con le Paralimpiadi è un altro punto critico sollevato.

Richiesta di un evento unico

La frustrazione per la «retorica dell’inclusione» e per l'«inspiration porn» è palpabile. Noja e Tomirotti chiedono un cambio di paradigma: basta raccontare gli atleti paralimpici solo in base alle loro storie personali, ma valorizzare le loro imprese sportive con la stessa dignità riservata agli atleti olimpici. La minore notorietà delle Paralimpiadi, secondo gli attivisti, non potrà mai essere colmata se la visibilità rimarrà limitata.

La proposta unanime, condivisa dal mondo della disabilità, è quella di unificare Olimpiadi e Paralimpiadi in un unico grande evento. «Anacronistica e paradossale» viene definita la divisione attuale, con un appuntamento posticipato per le Paralimpiadi subito dopo la chiusura delle Olimpiadi. L'auspicio è quello di gare organizzate su rotaie parallele, nella stessa giornata, per garantire pari dignità e visibilità.

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