Paralimpiadi e Olimpiadi: critiche per scarsa copertura
Paralimpiadi, la metafora del fiammifero
La recente cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, svoltasi a Verona, ha acceso un dibattito acceso riguardo alla copertura mediatica e al supporto offerto rispetto alle Olimpiadi. L'artista di strada Gianus ha rappresentato questa disparità attraverso un'opera che ritrae Giulietta con un fiammifero, simbolo di una luce fragile e bisognosa di protezione, contrapposto ai classici Cinque Cerchi olimpici.
Valentina Tomirotti, attivista per i diritti delle persone con disabilità, utilizza la metafora del fiammifero per descrivere la condizione delle Paralimpiadi nel panorama mediatico. Sottolinea come questa luce sia costantemente esposta e necessiti di una tutela maggiore da parte di media, istituzioni e sponsor, che spesso non mantengono le promesse retoriche pre-evento, finendo per spegnerla.
Critiche alla copertura mediatica e sponsoristica
La consigliera regionale lombarda Lisa Noja ha amplificato queste critiche attraverso un video sui social media, esprimendo insofferenza verso la disparità di trattamento. Nel video, lei e il suo staff faticano a trovare le gare paralimpiche in televisione, notando una copertura limitata su Raidue e la necessità di sintonizzarsi su Raisport, a differenza della programmazione continua riservata alle Olimpiadi.
Anche la radio e le piattaforme online come Raiplay mostrano differenze significative. Mentre le Olimpiadi godevano di canali dedicati e immediata visibilità, le Paralimpiadi richiedono una ricerca più approfondita e ricevono meno attenzione sui social media, come dimostra il numero esiguo di post dedicati alla cerimonia di apertura rispetto ad altri eventi.
Differenze in cerimonie e sponsorizzazioni
Tomirotti evidenzia inoltre la differenza di budget tra le cerimonie di apertura delle Paralimpiadi e delle Olimpiadi, citando la diversa caratura degli artisti coinvolti. Anche il settore degli sponsor presenta delle lacune: meno presenze rispetto alle Olimpiadi e, in alcuni casi, differenze nei gadget offerti, come i preservativi nel villaggio olimpico, brandizzati per gli atleti olimpici ma non per quelli paralimpici.
Noja solleva interrogativi sulla mancata riproposizione di spettacoli di luci e sulla minore visibilità concessa ai medagliati paralimpici rispetto ai loro colleghi olimpici. Viene inoltre criticata la scelta di organizzare i Mondiali di sci in concomitanza con le Paralimpiadi, ritenuta una decisione poco lungimirante.
Richiesta di un evento unico e pari dignità
Le attiviste ribadiscono la necessità di superare la retorica dell'inclusione e dell'"inspiration porn", chiedendo pari dignità per le Paralimpiadi e per le gesta degli atleti paralimpici. Sottolineano come la limitata visibilità impedisca di colmare il divario di conoscenza tra i due eventi, rendendo vano ogni discorso sull'inclusione se non accompagnato da un investimento proporzionato in termini di copertura mediatica.
La richiesta unanime da parte del mondo della disabilità è quella di unificare Olimpiadi e Paralimpiadi in un unico grande evento. Questa divisione viene definita anacronistica e paradossale, con l'auspicio che le gare possano essere organizzate in parallelo, garantendo la stessa importanza e visibilità a tutti gli atleti.
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