Pane, allarme fornai milanesi: prezzi al limite per le famiglie
Aumento costi pane: l'allarme dei fornai milanesi
La situazione geopolitica internazionale, in particolare le tensioni legate all'Iran, sta per avere ripercussioni dirette anche sulla tavola degli italiani. L'Associazione Fornai Milano ha lanciato un serio avvertimento: il costo del pane potrebbe presto raggiungere livelli critici per il budget delle famiglie.
L'incremento dei prezzi non è legato solo al costo della materia prima, il grano, ma soprattutto ai costi di produzione e distribuzione. Si stima che oltre il 60% del prezzo finale del pane sia oggi imputabile all'energia e al lavoro necessari per la sua realizzazione.
Energia e logistica: i veri nemici del pane
Il processo di panificazione è intrinsecamente energivoro. Forni che operano a temperature elevate per ore, celle di lievitazione a temperatura controllata e i mezzi per la distribuzione mattutina sono tutti elementi che incidono pesantemente sui costi operativi.
L'aumento dei prezzi del gas, strettamente legato alle tensioni geopolitiche, costringe molti panificatori a una scelta drammatica: aumentare i prezzi per i consumatori o rischiare la chiusura dell'attività.
Richiesta di aiuti urgenti al governo
Di fronte a questa congiuntura sfavorevole, i fornai chiedono interventi urgenti da parte del governo. Tra le proposte avanzate figurano crediti d'imposta sull'energia e misure per calmierare i prezzi dei carburanti destinati al settore agricolo e di trasporto.
Senza un sostegno concreto, il timore è che un prodotto fondamentale come il pane possa diventare un lusso per molte famiglie, con il rischio concreto di veder svanire l'odore del pane fresco dalle nostre città.
L'impatto della logistica sui costi
Le difficoltà logistiche, aggravate dalla chiusura o dai rischi legati a snodi commerciali come lo Stretto di Hormuz, si traducono in un immediato aumento dei costi di trasporto. Tutto ciò che entra in un laboratorio di panificazione, dai sacchi di farina ai semi, subisce un rincaro proporzionale all'aumento del costo del gasolio.
Roberto Ticozzi, vicepresidente dell'Associazione Fornai Milano, sottolinea come un aumento del 30% del gasolio non possa essere assorbito unicamente dai panificatori, scaricandosi inevitabilmente sul prezzo finale del prodotto.