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Avvocati di poliziotti indagati per omicidio a Rogoredo chiedono il rinvio dell'incidente probatorio. La richiesta si basa sulla presunta insufficiente tempistica per esaminare gli atti investigativi.

Richiesta di rinvio per esame atti

Alcune difese di sei agenti di polizia indagati hanno richiesto il rinvio dell'incidente probatorio. L'udienza era prevista per il primo e il 2 aprile. La motivazione principale riguarda il tempo limitato a disposizione per analizzare i verbali dei testimoni. I legali ritengono insufficienti i due giorni concessi prima dell'incidente probatorio. Questa richiesta mira a ottenere più tempo per una completa preparazione difensiva.

L'assistente capo Carmelo Cinturrino è accusato di omicidio volontario premeditato. Il fatto è avvenuto il 26 gennaio nel bosco di Rogoredo. L'uomo deceduto è Abderrahim Mansouri. Cinturrino deve rispondere anche di numerosi altri reati. Le difese degli altri agenti indagati si uniscono a questa richiesta di dilazione temporale.

Dubbi sulla legittimità costituzionale

Gli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno hanno presentato un'istanza specifica. Hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari, Domenico Santoro, di trasmettere gli atti alla Corte Costituzionale. L'obiettivo è verificare la legittimità costituzionale di una norma. Questa norma stabilisce un termine di soli due giorni per l'accesso agli atti prima dell'incidente probatorio. I legali sostengono che questo lasso di tempo sia troppo breve per uno studio approfondito.

Il pubblico ministero, Giovanni Tarzia, si è espresso in senso contrario. Ha sottolineato la natura stessa dell'incidente probatorio. La sua caratteristica fondamentale è la tempestività. Il PM ha evidenziato la difficoltà nel riconvocare i testimoni. Molti di loro sono senza fissa dimora, tra cui spacciatori e tossicodipendenti. La necessità è quindi quella di cristallizzare le loro dichiarazioni senza ritardi.

Testimonianze e reati contestati

Le testimonianze raccolte finora riguardano operazioni al limite della legalità. Si parla di pestaggi e richieste di denaro o droga da parte di Cinturrino e di alcuni colleghi. Viene anche ipotizzato un movente preciso per l'omicidio. Si tratterebbe della volontà di sostituire Mansouri con altri spacciatori locali. Mansouri non si piegava alle richieste degli indagati. Tra i testimoni figura anche una persona che avrebbe assistito direttamente all'omicidio.

I reati contestati a Cinturrino e ad altri agenti sono molteplici. Tra questi figurano estorsioni, arresti illegali, concussioni, spaccio di stupefacenti e persino un sequestro di persona. La complessità delle accuse e la natura delle prove richiedono un'analisi meticolosa da parte delle difese. La decisione del gip Santoro su queste istanze è attesa prima dell'udienza fissata per mercoledì.

Contesto investigativo e decisioni imminenti

La situazione giudiziaria che coinvolge gli agenti di polizia a Milano è complessa. L'incidente probatorio serve a garantire la prova in modo anticipato. Questo avviene quando vi è il rischio che le testimonianze future possano essere compromesse. La richiesta di rinvio da parte delle difese solleva interrogativi sui tempi procedurali e sul diritto alla difesa. Il PM insiste sulla necessità di agire rapidamente per preservare le dichiarazioni dei testimoni chiave.

La decisione del gip sarà cruciale per l'andamento delle indagini. La sua valutazione dovrà bilanciare le esigenze di celerità del procedimento con il diritto degli indagati a una difesa adeguata. Le prossime ore saranno decisive per capire se l'incidente probatorio si svolgerà come previsto o se verrà posticipato.

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