Cronaca

Omicidio cuffiette Rozzano: perizia psichiatrica a luglio

18 marzo 2026, 13:58 5 min di lettura
Omicidio cuffiette Rozzano: perizia psichiatrica a luglio Immagine generata con AI Milano
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A Rozzano, nel Milanese, si attende a luglio l'esito della perizia psichiatrica su Daniele Rezza. Il giovane è accusato dell'omicidio di Manuel Mastrapasqua, avvenuto nell'ottobre 2024, per rubare un paio di cuffiette dal valore di 14 euro. La difesa punta a dimostrare una patologia psichiatrica.

Perizia psichiatrica su Rezza a metà luglio

La Corte d'Assise d'appello di Milano ha affidato un incarico cruciale. La psichiatra Mara Bertini dovrà valutare la capacità di intendere e volere di Daniele Rezza. Questo accertamento riguarda il momento in cui avvenne il tragico fatto. Rezza, all'epoca dei fatti ventunenne, è imputato per l'omicidio di Manuel Mastrapasqua. Quest'ultimo aveva solo 31 anni.

L'omicidio si consumò l'11 ottobre 2024. Il movente appare incredibilmente banale: un paio di cuffie wireless. Il loro valore era di appena 14 euro. La vittima fu accoltellata a Rozzano, comune alle porte di Milano. Rezza era già stato condannato in primo grado. La pena inflitta era di 27 anni di reclusione.

La richiesta di perizia era stata avanzata dalla difesa. La corte ha accolto questa istanza nella precedente udienza. La perizia è fondamentale per comprendere lo stato mentale dell'imputato. La dottoressa Bertini ha richiesto un supporto specifico. Si avvarrà del neurologo Andrea Francescani. Sarà affiancata anche dalla psicodiagnosta Paola Appoggetti. Questi specialisti contribuiranno all'indagine.

L'obiettivo è fornire un quadro completo. La perizia dovrebbe essere depositata entro la metà del mese di luglio. La prossima udienza è già fissata. Si terrà il 20 luglio. In quella data, i giudici esamineranno i risultati. Sarà un momento decisivo per il prosieguo del processo.

La difesa: "Disregolazione emotiva e patologia"

La linea difensiva si basa su un presupposto preciso. Secondo gli avvocati di Daniele Rezza, il giovane soffrirebbe di una grave condizione. Si parla di una "disregolazione delle funzioni emotive". Questa condizione porterebbe a reazioni sproporzionate. L'imputato non riuscirebbe a controllare i propri impulsi. La difesa sostiene che questa incapacità sia dovuta a una patologia psichiatrica.

Questo quadro clinico, se confermato, potrebbe avere implicazioni significative. Potrebbe influenzare la valutazione della sua responsabilità penale. La difesa spera di ottenere un riconoscimento di infermità mentale o di un vizio parziale. Questo potrebbe portare a una revisione della pena inflitta in primo grado. L'accusa, invece, sembra scettica.

La sostituta procuratrice generale, Olimpia Bossi, aveva espresso parere contrario. Aveva chiesto di respingere l'istanza di perizia. La sua motivazione è chiara. L'incapacità di gestire la rabbia, secondo la pg, non è necessariamente sintomo di una patologia. Potrebbe piuttosto essere caratteristica di un "carattere aggressivo e immaturo".

La pg ritiene che da questi tratti non si possa automaticamente desumere una patologia psichiatrica. La sua posizione suggerisce una visione più tradizionale. La rabbia e l'aggressività potrebbero essere considerate tratti comportamentali. Non necessariamente indicatori di una malattia mentale che escluda o diminuisca la capacità di intendere e volere.

La parte civile: "Funzionamento cognitivo nella norma"

Dall'altra parte, c'è la famiglia della vittima. La loro rappresentante legale è l'avvocata Roberta Minotti. Lei assiste la parte civile, ovvero i familiari di Manuel Mastrapasqua. L'avvocata Minotti ha una visione differente. Basandosi sugli atti del processo, sottolinea alcuni aspetti.

Le carte processuali, a suo dire, indicano un funzionamento cognitivo nella norma per Daniele Rezza. Questa affermazione è supportata da una dichiarazione attribuita allo stesso imputato. Sembra che Rezza abbia detto: "ho preso 27 anni per una coltellata". Questa frase suggerirebbe una consapevolezza della gravità del suo gesto. Indica anche una comprensione della pena ricevuta.

La difesa della parte civile mira a rafforzare la condanna. Intende dimostrare che Rezza era pienamente cosciente delle sue azioni. La sua capacità di intendere e volere non sarebbe stata compromessa. La perizia psichiatrica sarà quindi un elemento centrale. I suoi esiti saranno attentamente vagliati da tutte le parti.

La famiglia Mastrapasqua cerca giustizia. La brutalità del movente rende l'omicidio ancora più scioccante. La richiesta di una perizia psichiatrica da parte della difesa apre scenari diversi. La comunità di Rozzano attende con ansia gli sviluppi. La vicenda ha scosso profondamente il piccolo centro del Milanese.

Il contesto: Rozzano e l'omicidio di Manuel Mastrapasqua

L'omicidio di Manuel Mastrapasqua ha destato grande scalpore a Rozzano. Il comune, situato nella Città Metropolitana di Milano, è solitamente una realtà tranquilla. L'episodio ha messo in luce la fragilità di alcuni giovani. Ha sollevato interrogativi sulla gestione della rabbia e degli impulsi.

Rozzano è un comune di circa 40.000 abitanti. Si trova a sud di Milano. È noto per la presenza di importanti strutture sanitarie e commerciali. La vita quotidiana scorre solitamente serena. Episodi di cronaca così efferati sono rari e lasciano un segno profondo.

L'indagine sull'omicidio ha seguito il suo corso. Le prove raccolte hanno portato alla condanna in primo grado di Daniele Rezza. La sentenza di 27 anni di reclusione è stata un primo passo. Ora, il processo d'appello potrebbe portare a nuove valutazioni. La perizia psichiatrica sarà determinante.

La questione delle cuffiette, un oggetto di uso comune e dal costo irrisorio, rende la vicenda ancora più surreale. Sottolinea la potenziale pericolosità di gesti impulsivi. Soprattutto quando legati a presunte instabilità psicologiche. La giustizia dovrà ora fare il suo corso.

La perizia di Mara Bertini e dei suoi collaboratori sarà fondamentale. Il deposito a metà luglio e la discussione il 20 luglio segneranno una tappa importante. La Corte d'Assise d'appello di Milano avrà tutti gli elementi per valutare la posizione di Daniele Rezza. La speranza è che venga fatta giustizia per Manuel Mastrapasqua e la sua famiglia.

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