Cronaca

Neonata 40 giorni salvata da raro tumore al fegato

17 marzo 2026, 14:28 4 min di lettura
Neonata 40 giorni salvata da raro tumore al fegato Immagine generata con AI Milano
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Una neonata di soli 40 giorni è stata sottoposta a un intervento chirurgico salvavita per rimuovere un raro tumore al fegato. L'operazione, estremamente complessa, è stata un successo grazie all'équipe medica del Policlinico di Milano.

Neonata Affronta Delicato Intervento Chirurgico

La piccola Jasmine, nome di fantasia, ha compiuto 40 giorni affrontando una sfida medica eccezionale. La neonata, con un peso inferiore ai 5 chilogrammi, è stata protagonista di un intervento chirurgico al fegato. La sua vita è stata salvata grazie all'abilità e alla dedizione dei medici del Policlinico di Milano.

Tutto è iniziato con una febbre improvvisa, un sintomo comune nei neonati. Questo episodio, apparentemente banale, ha presto rivelato una realtà ben più complessa. Gli accertamenti medici hanno infatti evidenziato la presenza di una voluminosa massa epatica. Questa lesione occupava la parte sinistra del fegato della piccola paziente. Il quadro clinico era eccezionale, sia per l'età della bambina sia per le dimensioni della massa.

Nonostante numerosi esami diagnostici, la natura esatta della massa non è stata determinata con certezza prima dell'intervento. La decisione di procedere chirurgicamente è stata presa dopo un approfondito confronto multidisciplinare. L'équipe del Policlinico di Milano ha pianificato un'operazione estremamente delicata. La tenerissima età della paziente e il significativo rischio vascolare associato alla lesione rendevano la procedura ancora più complessa.

Successo dell'Operazione e Recupero della Paziente

L'intervento chirurgico è durato circa quattro ore. L'obiettivo primario era l'asportazione completa della massa tumorale. Questo risultato è stato reso possibile grazie alla stretta collaborazione tra diversi reparti specialistici. La Chirurgia Generale e dei Trapianti di Fegato ha lavorato in sinergia con la Chirurgia Pediatrica. Fondamentale è stato anche il supporto dell'Anestesia Pediatrica e del personale infermieristico altamente specializzato.

Il decorso post-operatorio della piccola Jasmine è stato regolare e privo di complicanze. Questo ha permesso alla bambina di iniziare un percorso di recupero sereno. Successivamente, l'esame istologico ha confermato la natura benigna della lesione. Di conseguenza, non è stata necessaria alcuna terapia aggiuntiva per la piccola paziente.

Jasmine sta bene e potrà crescere senza limitazioni future. La straordinaria capacità rigenerativa del fegato umano giocherà un ruolo importante nel suo completo recupero. La sua storia è un esempio di eccellenza medica e di speranza per molte famiglie.

Dichiarazioni dei Medici Esperti

Il Dottor Cristiano Quintini, direttore della Chirurgia Generale e dei Trapianti di Fegato, ha commentato l'importanza dell'intervento. «Ogni riscontro di lesioni epatiche genera comprensibile apprensione», ha dichiarato. Soprattutto quando le dimensioni sono importanti e la diagnosi certa richiede procedure invasive. La biopsia, in questo caso, avrebbe comportato rischi rilevanti di sanguinamento o rottura della massa.

«I tumori maligni epatici in epoca neonatale sono estremamente rari ma possibili e spesso aggressivi», ha aggiunto il Dottor Quintini. «In situazioni selezionate, un’asportazione tempestiva e completa rappresenta l’unica soluzione. Per fortuna, in questo caso, l’esame istologico ha confermato che si trattava di una lesione benigna. Questo ci consente oggi di guardare con grande serenità al futuro di Jasmine.»

Il Dottor Ernesto Leva, Direttore della Chirurgia Pediatrica, ha sottolineato la delicatezza dell'operazione. «Operare una neonata di appena quaranta giorni significa lavorare su equilibri fisiologici estremamente delicati», ha spiegato. La decisione chirurgica è stata il risultato di un confronto collegiale approfondito. La diagnosi è stata costruita con grande attenzione, basata sull’ampia esperienza del nostro gruppo in chirurgia neonatale.

«La Chirurgia Pediatrica del Policlinico vanta numeri tra i più alti in Europa per il trattamento di patologie complesse», ha proseguito il Dottor Leva. «Questa esperienza ci consente di affrontare anche i casi più rari con competenza e sicurezza.»

Il Policlinico di Milano: Eccellenza e Umanità

Il Dottor Matteo Stocco, direttore Generale del Policlinico di Milano, ha evidenziato il valore del lavoro di squadra. «Questa storia rappresenta molto bene il senso più profondo del nostro lavoro», ha affermato. «Mettere insieme competenze diverse per affrontare anche le situazioni più delicate, soprattutto quando riguardano i pazienti più fragili.»

«Nel caso di Jasmine abbiamo visto all’opera una squadra multidisciplinare di altissimo livello», ha aggiunto il Dottor Stocco. «Capace di coniugare esperienza clinica, tecnologia e grande umanità. È proprio questa integrazione tra professionalità diverse che rende il Policlinico di Milano un punto di riferimento nazionale ed europeo nella cura delle patologie più complesse, anche in età neonatale.»

I genitori di Jasmine hanno espresso profonda gratitudine verso l’équipe medica. Hanno sottolineato come il Policlinico di Milano sia stato non solo un centro di eccellenza clinica. Lo hanno descritto anche come un luogo di accoglienza, competenza e speranza durante tutto il percorso della loro bambina. La loro testimonianza rafforza l'immagine del policlinico come punto di riferimento per le cure mediche avanzate.

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