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Il Tribunale di Milano ha negato a Wanda Nara un assegno divorzile di 100.000 euro mensili da Mauro Icardi. La decisione si basa sull'assenza di prove di sacrifici professionali e sulla notorietà del calciatore che ha favorito la carriera di Nara.

Niente assegno divorzile per Wanda Nara a Milano

Il Tribunale civile di Milano ha emesso una sentenza importante nel caso di divorzio tra Wanda Nara e Mauro Icardi. La richiesta di un assegno divorzile di 100.000 euro mensili avanzata da Nara è stata respinta.

Durante la fase di separazione, Nara aveva già avanzato una richiesta di mantenimento di 250.000 euro mensili. La corte ha basato la sua decisione su un principio fondamentale. Per ottenere un assegno divorzile, non basta dimostrare una disparità economica tra i coniugi. È necessario provare di aver rinunciato alle proprie prospettive professionali.

Queste rinunce devono essere avvenute durante il matrimonio. Lo scopo era dedicarsi alla cura della famiglia. Lo ha spiegato l'avvocata Valeria De Vellis. Lei rappresenta Icardi insieme al collega Raffaele Rigitano.

La notorietà di Icardi ha favorito Wanda Nara

Nel caso specifico, Wanda Nara non ha presentato prove concrete di tali sacrifici professionali. Anzi, la notorietà del marito all'epoca giocatore dell'Inter ha contribuito a favorire la sua carriera. Questo è quanto precisato dalla difesa di Icardi.

I giudici hanno anche escluso la possibilità di un assegno con funzione assistenziale. Hanno rilevato che Nara dispone di risorse adeguate alle proprie esigenze. La donna è stata quindi condannata a sostenere due terzi delle spese legali. La decisione sottolinea l'importanza di dimostrare un effettivo pregiudizio alla propria carriera.

Questo principio mira a garantire che gli assegni divorzili non diventino una rendita. Devono piuttosto compensare un danno reale subito durante il matrimonio. La sentenza di Milano rafforza questa interpretazione.

Risorse adeguate e spese legali

La valutazione delle risorse economiche di Wanda Nara è stata un altro punto chiave. I giudici hanno ritenuto che la showgirl disponga di mezzi sufficienti. Questi mezzi le permettono di mantenere il tenore di vita desiderato. Non vi è quindi la necessità di un supporto economico esterno da parte di Icardi.

La condanna al pagamento delle spese legali rappresenta un ulteriore onere per Nara. La decisione di dividere le spese in due terzi a suo carico evidenzia la posizione del tribunale. La corte ha ritenuto la sua richiesta priva di fondamento giuridico.

La vicenda giudiziaria tra i due ex coniugi continua. Questa sentenza segna un punto a favore di Mauro Icardi. La sua difesa ha argomentato efficacemente la posizione del calciatore. La corte ha accolto le argomentazioni presentate.

Implicazioni della sentenza

La sentenza del Tribunale di Milano potrebbe creare un precedente. Potrebbe influenzare future cause di divorzio. Soprattutto quelle che coinvolgono personaggi pubblici. La necessità di provare sacrifici professionali concreti diventa cruciale. La semplice disparità economica non è più sufficiente.

La carriera di Wanda Nara, sebbene legata a quella di Icardi, è stata valutata autonomamente. La corte ha riconosciuto che la sua notorietà ha avuto un ruolo attivo. Questo ruolo ha contribuito al suo successo personale. Non è stata quindi considerata una conseguenza passiva del matrimonio.

La decisione finale sottolinea l'autonomia economica e professionale di Nara. Le sue risorse sono considerate adeguate. Non necessita di un sostegno finanziario da parte dell'ex marito per mantenere il suo stile di vita. La sentenza è stata accolta con soddisfazione dalla difesa di Icardi.