Milano: Vittoria del No, festa in Piazza Duomo per la sinistra
Milano festeggia la vittoria del No al referendum costituzionale. Giovani e attivisti si sono riuniti in Piazza Duomo per celebrare un risultato definito «memorabile». La sinistra vede in questo esito un segnale di ripresa.
Milano celebra la vittoria del No al referendum
Le urne si sono chiuse e i primi risultati dello spoglio hanno acceso l'entusiasmo. Il Comitato per il No al referendum ha annunciato la mobilitazione in piazza alle 16:15. La Camera del Lavoro di Milano è diventata il fulcro dei festeggiamenti. Sorrisi e strette di mano hanno sostituito la tensione iniziale. I dati provenienti dai seggi milanesi hanno confermato un netto successo del No. La città ha registrato un 58% a favore del No. L'area metropolitana ha seguito la tendenza, con un 53%. Questo risultato si pone in netta controtendenza rispetto alla Lombardia, dove invece ha prevalso il Sì.
L'avvocato Marco Dal Toso, portavoce del comitato, ha espresso la sua gioia. Ha sottolineato l'importanza del voto giovanile. Ha anche evidenziato la partecipazione di coloro che solitamente non si recano alle urne. Il brindisi è avvenuto alle 16:40. Bottiglie stappate hanno celebrato il successo tra sindacalisti, avvocati e attivisti. Questi hanno lavorato intensamente nella campagna elettorale. Maratone di incontri e iniziative nelle piazze hanno caratterizzato il rush finale. La vittoria è stata definita «importante per la democrazia». Apre una nuova fase per il Paese, secondo Dal Toso.
Le scelte del ministro della Giustizia sono state sconfessate. Anche le politiche governative hanno ricevuto un duro colpo. Luca Stanzione, segretario generale della Cgil di Milano, ha parlato di un giorno memorabile. Ha affermato che il Paese non è spaccato. Una netta maggioranza ha scelto di difendere la Costituzione. Non si tocca la Carta fondamentale, ha ribadito Stanzione. Il presidente dell'Anpi di Milano, Primo Minelli, ha commentato la volontà di dividere il Paese. Ora spetterà a chi ha tentato questa divisione riunirlo. L'attivista e presidente dell'Arci Milano, Maso Notarianni, ha evidenziato la sconfitta del Governo. Ha criticato un anno di lavoro basato sulla cancellazione dei diritti e sulla repressione.
La festa in Piazza Duomo: un simbolo di Milano
La scelta di Piazza Duomo come luogo per il raduno è caduta dopo un dibattito. Si è optato per il cuore pulsante di Milano. Il tam tam sui social e il passaparola hanno progressivamente riempito la piazza. Circa 400 persone si sono radunate verso Palazzo Reale. La manifestazione, nata spontaneamente, ha visto la presenza di diverse bandiere. Si notavano quelle del Pd, del M5s, della Cgil e dell'Anpi. A pochi passi, i vessilli della Palestina, esposti per il consueto sit-in. Le manifestazioni si sono unite nel coro «No a tutte le guerre».
La colonna sonora della festa è stata scandita da brani significativi. Si sono ballato sulle note di «Bella ciao» e «Cento passi» dei Modena City Ramblers. Presenti anche «Viva l’Italia» di De Gregori e «C’è chi dice no» di Vasco Rossi. Quest'ultima canzone ha accompagnato la campagna referendaria. La folla era eterogenea. Studenti universitari e liceali si mescolavano a pensionati. Non mancavano genitori con bambini al seguito. La partecipazione giovanile è stata un elemento chiave.
Karin Niderjaufned, studentessa di Scienze Politiche alla Statale di 23 anni e attivista di Uniti a Sinistra, si è detta felice. Ha sottolineato il ruolo determinante del voto dei giovani. Questo dimostra la prontezza della sua generazione a farsi sentire. In università, il referendum è stato ampiamente discusso. Sono stati organizzati incontri e dibattiti, anche con Giuseppe Conte. Elena Zoppi, presente alla manifestazione, ha affermato: «Non siamo morti». Un riferimento alla sinistra italiana. Nonostante la vittoria del Sì in Lombardia, da Milano è arrivato un segnale forte. Si spera che questo segnale venga ascoltato dal prossimo sindaco. Francesco Paolantonio, studente di Giurisprudenza e fuorisede dal Sud Italia, ha definito il risultato un grande successo per la democrazia. Ha evidenziato l'alta affluenza, specialmente al Nord.
Le reazioni: ex magistrati, politici e attivisti
Tra i presenti in Piazza Duomo, anche ex magistrati. Volti noti della campagna per il No, come Armando Spataro. Per anni a capo dell'anti-terrorismo milanese, ha definito il risultato un «segnale di risveglio della società civile». Anche l'attuale parlamentare Federico Cafiero De Raho ha espresso il suo parere. Gli italiani hanno difeso la Costituzione, ha affermato. I giovani hanno dato un grande apporto, mostrando interesse per il futuro. Erano presenti anche politici di spicco. Tra loro, esponenti del Movimento 5 Stelle, del Pd, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Rifondazione Comunista. Assessori comunali come Marco Granelli, Tommaso Sacchi e Lamberto Bertolé hanno partecipato ai festeggiamenti. Erano presenti anche Cristina Tajani e Pierfrancesco Majorino. Entrambi ex assessori della Giunta di Giuliano Pisapia, che si era schierato per il Sì.
Silvia Roggiani, segretaria del Pd Lombardia, ha dichiarato: «Milano, ancora una volta, dimostra di avere a cuore i valori della Costituzione». Ha definito il risultato straordinario, sia in città che nell'area metropolitana. Ha attribuito la vittoria alla mobilitazione contro le «tante bugie che la destra ha raccontato». Alessandro Capelli, segretario milanese del Pd, ha definito bello il risultato nella città metropolitana e nel Comune. La vittoria del No con largo margine manda un ennesimo messaggio alle destre. Tra la folla, è spuntata anche l'europarlamentare Ilaria Salis. «Sono felice», ha dichiarato. «Sono tornata apposta per votare». Ha sottolineato l'importanza di ogni singolo voto. L'Italia ha scelto la democrazia. Ora si costruirà un'alternativa dal basso. Non si vuole diventare una provincia dell'Ungheria o degli Stati Uniti. Anche gli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini, che hanno assistito Ilaria Salis nel processo a Budapest, hanno atteso i risultati alla Camera del Lavoro. Hanno partecipato attivamente alla Campagna per il No. Lo sguardo ora è rivolto agli equilibri politici nazionali e locali. La sfida lanciata al centrodestra è chiara. Il referendum segna una battuta d'arresto per il Governo Meloni. Primo Minelli, presidente dell'Anpi Milano, guarda avanti. Si aspetta un grande 25 aprile dopo questo risultato. Questo Paese difende la Costituzione, ha concluso.