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Il Ministero dell'Interno prosegue la richiesta di risarcimento di oltre 3 milioni di euro contro l'Associazione Mamme del Leoncavallo. La prima udienza si è tenuta a Milano, con l'associazione che definisce la causa politica e infondata.

Scontro legale tra Viminale e Associazione Mamme

Il Ministero dell'Interno non rinuncia alla richiesta di risarcimento. Si tratta di una somma superiore ai 3 milioni di euro. Questa cifra è stata richiesta dopo lo sgombero del centro sociale Leoncavallo. L'operazione è avvenuta nell'agosto del 2025. L'Associazione Mamme del Leoncavallo si trova ora a dover rispondere in tribunale.

La prima udienza si è svolta presso il Tribunale civile di Milano. Le parti hanno discusso le questioni preliminari. Il prossimo appuntamento è fissato per il 24 novembre. L'associazione contesta fermamente la natura della causa. La definisce priva di fondamento e con chiare motivazioni politiche.

Critiche e timori di un precedente pericoloso

Marina Boer, presidente dell'Associazione Mamme del Leoncavallo, ha espresso forte preoccupazione. «È evidente che questa causa ha ragioni politiche, non solo tecniche», ha dichiarato. La presidente teme che si stia creando un precedente. «Rappresenta un segnale politico e un precedente», ha sottolineato. Il timore è che questo meccanismo possa essere esteso ad altre realtà simili. Potrebbe essere usato per colpire altre associazioni.

L'avvocato dell'associazione, Mirko Mazzali, ha ribadito la posizione. «La causa per noi è infondata», ha affermato. Ha ricordato che l'associazione delle madri non ha responsabilità dirette per i ritardi negli sgomberi passati. L'allontanamento è avvenuto quando è stato deciso di agire. L'azione legale del Ministero è vista come un segnale preoccupante.

Il contesto dello sgombero e le perdite statali

Il Viminale ha avanzato la richiesta di risarcimento. Questo avviene dopo che la Corte d'Appello di Milano lo aveva condannato a pagare 3 milioni di euro. La somma era destinata alla proprietaria dell'area. Doveva coprire simbolicamente le perdite subite. Queste perdite derivano dall'occupazione dello stabile di via Watteau. Lo stabile è stato sgomberato nell'agosto 2025. Ora lo Stato chiede il rimborso a Marina Boer.

Daniele Farina, esponente storico del Leoncavallo, ha confermato la tendenza. «È un modello che si sta affermando», ha detto. Ha citato il caso di Spin Time a Roma. In quel caso, il Ministero dell'Interno è stato condannato in primo grado a pagare 21 milioni di euro. Farina teme che queste azioni vengano usate per risolvere questioni sociali in modo improprio.

La replica di Fratelli d'Italia

Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d'Italia, ha replicato duramente. Ha definito «sfacciataggine» le accuse dell'associazione. Ha invitato le «mamme del Leoncavallo» a pagare il debito. «Invece di polemizzare, paghino il loro debito di 3 milioni di euro al Ministero dell'Interno», ha dichiarato l'ex vicesindaco di Milano.

De Corato ha aggiunto che solo dopo aver saldato i debiti, i rappresentanti del Leoncavallo potranno parlare. Li ha invitati al silenzio per decenza. Ha anche criticato la partecipazione del Leoncavallo al bando comunale per una nuova sede. Secondo De Corato, l'associazione si è dimostrata inaffidabile, partecipando pur sapendo di non poter vincere.

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