Milano: vigile a processo per colpi di manganello a donna trans
Vigilanza urbana e accuse di violenza
Un agente della Polizia Locale di Milano è attualmente sotto processo per le accuse di lesioni aggravate e falso, relative a un episodio avvenuto lo scorso maggio. L'agente è accusato di aver colpito con un manganello una donna transessuale durante un intervento.
L'episodio, ripreso in video e diventato virale, ha scatenato un acceso dibattito pubblico. Le immagini mostravano gli agenti utilizzare spray al peperoncino e manganelli contro la donna, identificata come Bruna, sorpresa mentre si denudava in zona Trotter.
Le dichiarazioni dell'agente imputato
Durante l'udienza presso la nona sezione penale del tribunale di Milano, uno degli agenti imputati ha ammesso che colpire la donna alla testa è stato uno sbaglio. Ha dichiarato di non riconoscersi nelle immagini viste e di aver compreso la gravità del gesto solo dopo aver visionato il video.
Il suo collega, anch'egli co-imputato, ha riconosciuto che l'uso dello strumento in dotazione contro il capo è scorretto. Entrambi sono difesi dagli avvocati Michele Cinquepalmi e Giovanni Briola.
Dettagli sull'uso dello spray e l'annotazione di servizio
Riguardo all'uso dello spray al peperoncino, l'agente con 26 anni di servizio ha spiegato che era considerato il mezzo più idoneo per evitare il contatto fisico con una persona che aveva minacciato di infettarli. Ha anche aggiunto che serviva ad allontanare i colleghi per interrompere l'azione di contenimento, di cui però non aveva una percezione chiara in quel momento.
Un aspetto critico riguarda l'annotazione di servizio, dove non sarebbe stato segnalato il colpo alla testa inferto alla donna. L'agente ha affermato di averne avuto contezza solo vedendo il video registrato dagli studenti della Bocconi.
La ricostruzione dell'episodio e le accuse
La mattina del 24 maggio 2023, gli agenti erano intervenuti in via Giacosa per una segnalazione di disturbo nei pressi del parco Trotter. Bruna, di origine brasiliana, era stata bloccata e condotta in auto verso l'ufficio fermi.
Secondo la versione dei vigili, durante il tragitto la donna avrebbe iniziato a sbattere la testa contro la parete divisoria dell'auto. Giunti in via Castelbarco, l'agente alla guida avrebbe fermato il veicolo per timore di un malore. Appena aperta la portiera, Bruna sarebbe fuggita a piedi.
L'inseguimento si è concluso in via Sarfatti, davanti all'università Bocconi, con l'aiuto di un passante in motorino. Le riprese degli studenti mostrano la donna a terra, mentre un agente le spruzza una sostanza urticante e un collega la colpisce ripetutamente con il manganello al corpo e alla testa.
Le condotte contestate ai vigili includono l'aggressione violenta a Bruna mentre era a terra e in posizione di resa, configurando un abuso dei poteri pubblici. L'altra accusa è di falso in atto pubblico, poiché le informazioni riportate nel verbale sarebbero state smentite da successive indagini.
L'esame di Bruna, imputata per resistenza, lesioni e ricettazione, è stato rinviato al prossimo 13 aprile.