Cronaca

Milano: Via dedicata a Pino Pinelli, vittima Piazza Fontana

19 marzo 2026, 16:46 5 min di lettura
Milano: Via dedicata a Pino Pinelli, vittima Piazza Fontana Immagine generata con AI Milano
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Milano onora Pino Pinelli, ferroviere anarchico e partigiano, intitolando una via nel quartiere San Siro. L'evento segna 57 anni dalla strage di Piazza Fontana, riconoscendo Pinelli come la sua 18ª vittima.

Via Micene diventa Via Pino Pinelli a San Siro

La città di Milano ha compiuto un gesto significativo. Via Micene, nel quartiere San Siro, è stata ufficialmente rinominata Via Pino Pinelli. Questo cambiamento onora la memoria di un uomo la cui vita fu tragicamente interrotta. L'intitolazione avviene a 57 anni esatti dalla strage di Piazza Fontana. L'evento segna un importante riconoscimento per Giuseppe Pinelli, figura centrale nelle vicende di quel periodo oscuro. La cerimonia si è svolta in una giornata carica di significato. Ha visto la partecipazione di numerose personalità e cittadini.

La scelta del luogo non è casuale. Via Micene era la strada dove Pino Pinelli visse con la sua famiglia. La moglie Licia e le figlie Claudia e Silvia hanno partecipato attivamente alla cerimonia. La loro presenza ha reso l'evento ancora più commovente. L'iniziativa è stata promossa da comitati di quartiere e associazioni. La loro tenacia ha portato alla raccolta di oltre cinquemila firme. Questo dimostra il forte sostegno popolare all'intitolazione.

Il sindaco Giuseppe Sala ha presenziato alla cerimonia. Ha sottolineato l'importanza di ricordare Pinelli. Lo ha definito un esempio di impegno civile e di dedizione ai propri ideali. La targa è stata scoperta tra gli applausi. Un momento culminato con il canto spontaneo di "Bella Ciao". Questo inno della Resistenza ha unito i presenti nel ricordo. La trasformazione di Via Micene in Via Pino Pinelli rappresenta un atto di giustizia storica. È un modo per la città di confrontarsi con il proprio passato.

Il Sindaco Sala: "Milano abbraccia la famiglia Pinelli"

Il sindaco Giuseppe Sala ha pronunciato parole di profondo significato durante la cerimonia. Ha affermato che Milano sta facendo ciò che è giusto. Ha sottolineato come Pinelli non debba più essere una figura "controversa". Il suo sacrificio, ha detto, è un insegnamento per tutti. Pinelli è considerato la "diciottesima vittima di Piazza Fontana". Il primo cittadino ha evidenziato la necessità di imparare da chi ha dedicato la vita ai propri ideali. Questi ideali sono "cose vere di cui oggi c'è grande bisogno".

Il sindaco ha inoltre fatto appello alla ricerca della giustizia e della verità. Ha rivolto un pensiero a Claudia e Silvia Pinelli. Ha ricordato loro l'Ambrogino d'oro alla memoria della madre Licia. Ha affermato che l'affetto di Milano non è mai mancato. Ha ringraziato le figlie per la loro "lotta". La nuova via deve essere vista come un "abbraccio di Milano". Ma anche come uno "stimolo ad andare avanti". La città ha ancora bisogno dei valori portati avanti da Pino Pinelli.

Le parole del sindaco hanno toccato i presenti. Hanno rafforzato il legame tra la città e la famiglia Pinelli. La cerimonia è stata un momento di riconciliazione e di memoria attiva. Milano dimostra ancora una volta la sua capacità di affrontare le pagine più dolorose della sua storia. L'intitolazione di una via è un gesto concreto. Serve a tramandare la memoria alle future generazioni. È un monito contro l'oblio e l'ingiustizia.

Claudia Pinelli: "Oggi possiamo piangere lacrime dolci"

Claudia Pinelli ha espresso la sua commozione per il momento. Lo ha definito "bello, importante, significativo". Ha aggiunto che "oggi possiamo piangere lacrime dolci per Giuseppe Pinelli". La giornata coincideva con la festa del suo papà. Questo ha reso l'evento ancora più emozionante. Claudia ha letto un messaggio di Carlo Monguzzi. Il consigliere dei Verdi, tra i promotori dell'iniziativa, era assente per motivi di salute. Ha espresso la sua vicinanza "con tutto il cuore".

Claudia ha condiviso un ricordo personale. Ha raccontato l'ultima volta che vide suo padre il 12 dicembre. Lo ricordò scendere le scale di corsa, ridendo. Sua madre Licia lo invitava a coprirsi di più. Lui, "anarchico e poco incline alle regole", scherzosamente scappava. "È bello ricordarli così", ha commentato Claudia. Ha definito la targa "un modo per fissare su marmo la vita di un uomo". Un uomo che merita di essere ricordato per il suo impegno, i suoi valori e la sua "linearità".

Ha ribadito la sua identità: "Anarchico e partigiano: questo è stato Pino Pinelli". Ha espresso felicità per l'intitolazione. Un'iniziativa nata dal quartiere e accolta da Milano. Ha sottolineato come la città, "mentre imperversano le guerre, ricorda un pacifista". Questo contrasto rende l'evento ancora più potente. Le parole di Claudia hanno toccato le corde più profonde. Hanno ricordato la figura di un uomo complesso e appassionato. La sua eredità vive attraverso la memoria e i gesti concreti.

Silvia Pinelli: "La memoria è un atto politico, un impegno a non cedere"

Silvia Pinelli, l'altra figlia di Giuseppe, ha ringraziato il sindaco Sala. Ha lodato la sua "coerenza, vicinanza e rara sensibilità umana". Ha ricordato un evento simile avvenuto 7 anni prima. L'inaugurazione di un albero in piazza Segesta per loro padre. Ha detto che Licia fu felice quel giorno. E lo sarebbe stata anche oggi. L'intitolazione di questa via "non è scontata". È una "scelta di memoria". E la memoria, ha affermato, "è un atto politico, un impegno a non cedere".

Silvia ha sottolineato il significato profondo dell'intitolazione. Ricordare con una via significa che il ricordo "non si cancella con la morte". Ha aggiunto che chi uccise suo padre "questo non lo sapeva". Le sue parole sono state un potente atto d'accusa. Ma anche una dichiarazione di resilienza. Hanno ricordato la lunga battaglia della famiglia per ottenere giustizia e verità. La loro determinazione è stata premiata. La nuova via è un simbolo tangibile di questa vittoria.

Enrico Moroni, portavoce del comitato San Siro, ha avanzato una proposta. Ha suggerito che un libro su Pino Pinelli venga stampato e diffuso gratuitamente nelle scuole milanesi. Questo contribuirebbe alla "verità". Un'idea concreta per tramandare la memoria. La cerimonia si è conclusa con un senso di unità e di speranza. Milano ha riaffermato il suo impegno per la memoria. Ha reso omaggio a un uomo che ha segnato la storia della città.

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