Cronaca

Milano: Tram fuori controllo, telefonata fatale prima dello schianto

20 marzo 2026, 05:16 4 min di lettura
Milano: Tram fuori controllo, telefonata fatale prima dello schianto Immagine generata con AI Milano
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Un tram fuori controllo a Milano ha causato una tragedia. Le indagini si concentrano su una telefonata dell'autista pochi istanti prima dell'impatto. Le vittime sono due persone, con numerosi feriti.

Tram fuori controllo: la cronologia dell'incidente

Un drammatico incidente ha scosso Milano il 27 febbraio. Un tram di ultima generazione, il Tramlink 7707, è deragliato improvvisamente. La corsa folle è terminata contro un edificio in viale Vittorio Veneto. L'impatto è stato devastante.

Il bilancio è tragico: due persone hanno perso la vita. Si tratta di Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky. Altri 54 passeggeri sono rimasti feriti. Alcuni in modo grave.

Le indagini puntano a ricostruire gli ultimi istanti prima della tragedia. La fase finale della corsa del tram è al centro dell'attenzione degli inquirenti. Si cerca di capire cosa abbia portato il mezzo a uscire dai binari.

La telefonata fatale: 3 minuti e 40 secondi al telefono

Un elemento chiave emerge dalle prime ricostruzioni. L'autista del tram, Pietro M., sessantenne, sarebbe stato al telefono. La conversazione è durata 3 minuti e 40 secondi. È iniziata poco prima dell'incidente.

La chiamata si è conclusa soltanto 12 secondi prima dello schianto. Questo dato è cruciale per gli investigatori. La polizia locale sta analizzando ogni dettaglio della timeline. L'obiettivo è avere un quadro preciso degli eventi.

Si sta verificando se il telefono fosse tenuto in mano, in vivavoce o con auricolari. Ogni dettaglio è importante per capire la dinamica. La Procura di Milano, con i pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara, coordina le indagini.

L'ipotesi del malore: una pista ancora valida

Nonostante i dubbi sollevati dalla telefonata, l'ipotesi del malore non è esclusa. L'autista Pietro M. ha sempre sostenuto di aver avuto un malore. Ha dichiarato di aver visto «tutto nero».

Ci sono due motivi principali che tengono in piedi questa pista. Primo: l'autista ha effettuato regolarmente le fermate precedenti. Ha arrestato la marcia alle fermate prima di viale Vittorio Veneto. Perché ha saltato proprio quest'ultima?

Secondo: la persona con cui conversava, un collega, ha riferito dettagli importanti. Ha dichiarato che la telefonata si è conclusa con un suo saluto. L'autista non avrebbe risposto, nonostante la linea fosse ancora attiva. Questo potrebbe indicare un improvviso malore.

Il trauma al piede e il mancamento

Un episodio accaduto poco prima potrebbe aver innescato il malore. L'autista avrebbe impattato con l'alluce sinistro contro la carrozzina di un passeggero disabile. Questo gli avrebbe causato un trauma.

Il dolore, descritto come persistente e sempre più intenso, potrebbe aver portato a un mancamento. Questo avrebbe fatto perdere il controllo del mezzo. L'autista potrebbe non essere riuscito ad azionare lo scambio per proseguire dritto.

Questi interrogativi restano ancora senza risposta. La ricostruzione completa degli eventi è fondamentale. Le autorità stanno lavorando per fare chiarezza.

Indagini a tutto campo: documenti richiesti ad ATM e Ministero

Gli agenti della polizia locale e i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro hanno effettuato acquisizioni documentali. Hanno visitato il quartier generale di ATM a Foro Buonaparte. Hanno anche controllato una sede distaccata del Ministero dei Trasporti.

Sono stati richiesti documenti specifici. Tra questi, il capitolato d'appalto e il documento d'approvazione del progetto per le vetture Tramlink. Sono stati acquisiti anche i verbali di messa in servizio del tram 7707.

Si indaga sulla manutenzione ordinaria e straordinaria del mezzo. Verrà analizzato lo stato di servizio dell'autista negli ultimi tre anni. Sono state richieste le circolari interne sull'uso del telefono in cabina. Infine, i verbali di sorveglianza sanitaria sul conducente Pietro M.

La scatola nera e l'analisi dei dati

I dati registrati dalla scatola nera del tram saranno analizzati da un perito. Il dottor Fabrizio D’Errico è stato incaricato di questo compito. La scatola nera fornirà informazioni cruciali sul funzionamento del mezzo.

Potrebbe rivelare velocità, frenate e altri parametri tecnici. Questi dati integreranno le testimonianze e le altre prove raccolte. L'obiettivo è ottenere un quadro completo e inequivocabile.

La regolarità della guida precedente all'incidente è un altro elemento da considerare. Nonostante la telefonata, il conducente aveva rispettato le fermate. Questo dettaglio supporta l'ipotesi del malore improvviso.

La dinamica esatta dell'incidente è complessa. Le indagini mirano a stabilire le responsabilità. La sicurezza dei trasporti pubblici è al centro dell'attenzione.

La città di Milano attende risposte. La tragedia del Tramlink 7707 ha lasciato ferite profonde. La giustizia dovrà fare il suo corso.

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