Cronaca

Milano: tram deragliato, la scatola nera svela la verità

13 marzo 2026, 22:32 2 min di lettura
Milano: tram deragliato, la scatola nera svela la verità Immagine generata con AI Milano
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Indagini sul deragliamento del tram a Milano

Milano è ancora scossa dal tragico deragliamento del tram avvenuto in zona Porta Venezia lo scorso 27 febbraio. A due settimane esatte dall'incidente, che ha causato la morte di due persone e il ferimento di altre 54, la causa scatenante rimane un mistero. Le indagini della Procura si concentrano ora su diversi fronti per ricostruire gli ultimi istanti prima della catastrofe.

Al centro dell'attenzione ci sono il telefono cellulare e la scatola nera del tram, elementi cruciali per comprendere la dinamica. Questi dispositivi verranno analizzati nel dettaglio per accertare se un malore del conducente o una distrazione abbiano portato alla drammatica uscita dai binari.

La versione del conducente e i sistemi di sicurezza

Il conducente del mezzo, Pietro M., unico indagato al momento per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose, ha riferito di aver accusato un malore improvviso. Secondo la sua testimonianza, avrebbe visto «tutto nero» a causa di un dolore persistente all'alluce sinistro, un dolore insorto durante le operazioni di assistenza a un passeggero in carrozzina. La diagnosi preliminare parlerebbe di una sincope vasovagale.

Gli inquirenti stanno anche esaminando attentamente i sistemi di sicurezza del Tramlink, in particolare il dispositivo «uomo morto». Questo sistema, progettato per attivare una frenata d'emergenza in caso di mancata risposta del conducente, dovrebbe garantire la vigilanza. L'obiettivo è verificare se il sistema fosse operativo e se sia intervenuto correttamente.

Analisi dei dati e testimonianze

Le forze dell'ordine stanno passando al setaccio il contenuto del cellulare del conducente per verificare eventuali attività nei momenti immediatamente precedenti all'incidente. Parallelamente, si attende l'analisi della scatola nera, che custodisce tutti i dati di viaggio del mezzo. Questi dati, uniti alle testimonianze raccolte, potrebbero fornire risposte definitive.

Si indaga anche sull'eventuale mancata segnalazione del malore alla centrale operativa di ATM prima dell'incidente. Sebbene il conducente abbia riferito di aver avvisato un collega al telefono riguardo al dolore al piede, non risulterebbero comunicazioni ufficiali alla centrale prima del deragliamento. Potrebbero esserci state, invece, comunicazioni confuse subito dopo l'evento.

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