Nuova testimonianza aggrava la posizione di un ex poliziotto milanese indagato per omicidio. Uno spacciatore ha raccontato di essere stato picchiato in commissariato. Le indagini proseguono con l'audizione di testimoni.
Nuova testimonianza contro ex poliziotto
Le dichiarazioni di uno spacciatore di 29 anni complicano ulteriormente la situazione di Carmelo Cinturrino. L'ex assistente capo della polizia è in carcere per l'omicidio premeditato di Abderrahim Mansouri. L'omicidio è avvenuto il 26 gennaio a Rogoredo. Cinturrino è indagato anche per altri reati. Questi includono estorsioni e arresti illegali.
La testimonianza è stata raccolta dal pubblico ministero Giovanni Tarzia. Anche gli investigatori della Squadra mobile hanno contribuito. Il verbale è stato redatto il 3 febbraio. Lo spacciatore ha raccontato di essere stato fermato più volte da Cinturrino. Lo descrive come un poliziotto che lavorava nella zona di Corvetto. A volte era accompagnato da altre due persone.
Accuse di sequestro e pestaggio
Secondo il racconto dello spacciatore, un episodio specifico ha portato a nuove accuse. Queste riguardano anche un collega di Cinturrino. Si parla di sequestro di persona. L'accusa sostiene che lo abbiano rinchiuso in una stanza del commissariato. Lì, sarebbe stato picchiato ripetutamente. Il giovane ha riferito di essere stato schiaffeggiato sette volte. Questo sarebbe avvenuto insieme a un collega di Cinturrino.
I fatti contestati includono anche un falso in verbale. Questo si riferisce all'arresto dello spacciatore per spaccio avvenuto nel 2024. Il processo si è concluso con l'assoluzione nel gennaio 2025. La difesa di Cinturrino definisce le accuse dei pusher «grottesche». Parla di una «tragica fatalità» per la morte di Mansouri.
Udienza preliminare e richieste della difesa
Il 1 aprile 2026, il gip di Milano, Domenico Santoro, ha ascoltato diversi testimoni. Erano previsti sei testimoni per il caso Cinturrino. Tra questi, un testimone oculare dell'omicidio. Un altro era al telefono con la vittima poco prima degli spari. C'era anche lo spacciatore marocchino di 29 anni. E un tunisino di 22 anni, arrestato da Cinturrino nel 2024.
La difesa di Cinturrino ha presentato una richiesta specifica. Ha chiesto al gip di disporre accertamenti tecnici. Si tratta di una perizia psichiatrica o consulenza tecnica. Questa dovrebbe riguardare cinque dei testimoni chiamati a deporre. Lo scopo è verificare la loro capacità di rendere dichiarazioni attendibili. In particolare, si vuole accertare eventuali alterazioni psichiche dovute all'uso di stupefacenti.
Gli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno hanno sottolineato la necessità di valutare la presenza di psicopatie. Vogliono anche verificare altre patologie psichiatriche. Queste potrebbero incidere sulla memoria e sulla coerenza delle testimonianze. In attesa di questi accertamenti, la difesa ha chiesto il rinvio dell'udienza. L'incidente probatorio è fondamentale per cristallizzare le dichiarazioni dei testimoni.
Il contesto dell'omicidio
L'omicidio di Abderrahim Mansouri è avvenuto nel boschetto vicino al terminal della metropolitana di San Donato. L'ex poliziotto Carmelo Cinturrino è accusato di omicidio premeditato. Le indagini hanno portato a contestare anche altre trenta imputazioni. Tra queste, estorsioni e arresti illegali. La difesa di Cinturrino ha sempre sostenuto la tesi della fatalità. Le accuse dei pusher sono definite «grottesche» dai legali.
La vicenda giudiziaria coinvolge anche altri sei poliziotti. Sono indagati nell'ambito del caso. Le udienze proseguono con l'audizione dei testimoni. La difesa punta a minare l'attendibilità delle loro dichiarazioni. La perizia psichiatrica richiesta potrebbe essere un punto cruciale. La decisione del gip è attesa nei prossimi giorni.