Un testimone chiave nel caso Cinturrino a Milano ha depositato dichiarazioni che descrivono un'aggressione subita all'interno del commissariato Mecenate. L'assistente capo Carmelo Cinturrino, già in carcere per omicidio, è indagato anche per sequestro di persona e altri reati.
Accuse di aggressione e sequestro in commissariato
Un testimone ha raccontato di essere stato schiaffeggiato più volte. L'aggressione sarebbe avvenuta da parte di Carmelo Cinturrino, assistente capo del Commissariato Mecenate. L'episodio è stato verbalizzato il 3 febbraio. Il testimone ha riconosciuto Cinturrino, che si faceva chiamare «Luca». Le dichiarazioni sono state raccolte dal pm Giovanna Tarzia e dagli investigatori della Squadra Mobile. Cinturrino è attualmente detenuto per l'omicidio di Abderrahim Mansouri, avvenuto il 26 gennaio nel bosco di Rogoredo. L'assistente capo è indagato anche per circa trenta capi d'accusa. Questi includono estorsioni, arresti illegali e spaccio di sostanze stupefacenti.
Il testimone, un pusher marocchino di 29 anni, ha descritto un episodio di sequestro di persona. Secondo la sua deposizione, Cinturrino e un collega lo avrebbero rinchiuso in una stanza del commissariato. Lì, avrebbe subito percosse ripetute. L'accusa di sequestro di persona è contestata a Cinturrino e a un altro agente. L'incidente probatorio è fissato per domani e dopodomani. Si terrà davanti al gip di Milano, Domenico Santoro. Le dichiarazioni del testimone sono contenute negli atti depositati. Questi atti riguardano anche altri sei poliziotti indagati.
Dichiarazioni del testimone e riconoscimento di altri agenti
Il giovane ha anche parlato di presunti arresti illegali subiti. Ha spiegato che in un'occasione Cinturrino, da solo, lo fermò. Dopo averlo perquisito, gli avrebbe sottratto 135 euro. Rispondendo alle domande del pubblico ministero, il testimone ha affermato: «Lo conoscono tutti. Piccoli e grandi». Ha aggiunto di sapere che Cinturrino lavora nella zona. A volte si presenta in divisa, altre volte in borghese. Il testimone ha negato le accuse mosse nei suoi confronti. Ha sostenuto che la droga gli sarebbe stata messa addosso da Cinturrino stesso. Alla domanda del pm su dove la trovasse, il 29enne ha risposto: «Lui gira in zona, in divisa o in borghese a piedi».
Ha poi aggiunto dettagli sul comportamento di Cinturrino. «Quando è in borghese alcune volte gira sempre con un ragazzo piccolo, un ragazzino piccolo che avrà forse otto anni». Il testimone ha confermato di aver visto Cinturrino insieme a personale della Polizia locale. «Sì, erano insieme in strada (...) parlavano», ha dichiarato. Agli investigatori è stato mostrato un album fotografico. L'album, intitolato «Rogoredo», conteneva 32 volti. Il testimone ha riconosciuto alcuni colleghi di Cinturrino. Li aveva visti in sua compagnia. Ha anche identificato due appartenenti alla Polizia locale. Questi ultimi si trovavano in strada con Cinturrino.
Il contesto dell'indagine su Carmelo Cinturrino
L'indagine su Carmelo Cinturrino si è allargata a numerosi reati. Oltre all'omicidio premeditato, figurano estorsioni, arresti illegali e spaccio. La sua figura è emersa come centrale in un presunto sistema di illegalità all'interno del commissariato. Le dichiarazioni del testimone aggiungono un tassello importante. Descrivono un modus operandi che coinvolgerebbe anche altri agenti. Il riconoscimento di membri della Polizia locale solleva ulteriori interrogativi. Suggerisce possibili collusioni o presenze in contesti non appropriati. La vicenda ha scosso l'ambiente investigativo a Milano.
L'incidente probatorio servirà a cristallizzare le testimonianze. Sarà fondamentale per valutare la solidità delle accuse. Le dichiarazioni del testimone, se confermate, potrebbero portare a nuove contestazioni. A carico di Cinturrino e degli altri agenti indagati. La giustizia farà il suo corso per accertare la verità sui fatti accaduti. L'episodio descritto dal testimone evidenzia la gravità delle accuse. Si parla di violenza fisica e abuso di potere. Il tutto sarebbe avvenuto all'interno di una struttura deputata a garantire la sicurezza dei cittadini.