Il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv è confermato dal sindaco Sala, ma la decisione scatena forti reazioni politiche. Una lettera del sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, chiede di mantenere il legame, mentre i Verdi e parte del PD criticano la scelta.
Il sindaco Sala conferma il legame con Tel Aviv
Il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, ha deciso di mantenere attivo il gemellaggio con Tel Aviv. Questa scelta è stata comunicata dopo un acceso dibattito politico cittadino. La decisione coinvolgerà anche la Giunta comunale. Nonostante la conferma, Sala ha espresso condanna per le politiche del governo israeliano guidato da Netanyahu. La mossa mira a preservare un legame storico tra le due città.
Il sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, ha inviato una lettera a Sala. In essa, esorta a non interrompere il gemellaggio. Huldai definisce il legame un «ponte di dialogo vitale». Sottolinea come questo legame abbia favorito collaborazione e libertà. La lettera evidenzia l'importanza del dialogo rispetto al silenzio. Si privilegia la collaborazione al boicottaggio e i ponti ai muri.
Le critiche dei Verdi e di parte del PD
La decisione di Sala ha suscitato forti reazioni. I consiglieri comunali dei Verdi, Tommaso Gorini e Francesca Cucchiara, hanno definito «irricevibile» la lettera di Huldai. Essi ritengono che il documento non affronti le questioni cruciali. Non si menzionano il «genocidio a Gaza» o le vittime civili. Si critica anche la mancata menzione delle violazioni del cessate il fuoco. Inoltre, viene sollevata la questione dell'occupazione illegale del Libano meridionale.
I consiglieri Verdi accusano l'amministrazione comunale di «silenzio» e «omertà» di fronte a crimini. Sottolineano la loro richiesta di sospensione del gemellaggio. Ritengono la scelta dell'amministrazione di mantenere il legame con Tel Aviv inaccettabile. La loro posizione è netta: non si può mantenere un gemellaggio in queste circostanze.
Anche all'interno del Partito Democratico emergono perplessità. Beatrice Uguccioni, capogruppo PD in Consiglio comunale, ha definito «curiosa» la lettera del sindaco di Tel Aviv. La sua critica principale è che la missiva non affronta direttamente la guerra in corso. Non si parla di Gaza, dei bambini palestinesi o della Cisgiordania. Uguccioni ha espresso sconforto per i tentativi del sindaco di evitare una decisione chiara. La sua posizione è che sospendere il gemellaggio non significa interrompere le relazioni con i cittadini.
La minaccia di Fiano e il dibattito politico
La questione del gemellaggio con Tel Aviv è un tema caldo da circa due anni. La situazione in Medio Oriente ha diviso il centrosinistra milanese. L'esponente del PD, Emanuele Fiano, ha minacciato di lasciare il partito. La sua reazione è avvenuta in seguito alla richiesta di sospensione del gemellaggio avanzata da Beatrice Uguccioni. La presa di posizione di Fiano evidenzia le profonde divisioni interne al PD.
La decisione di Sala di mantenere il gemellaggio, pur condannando le politiche israeliane, ha ricevuto l'apprezzamento del sindaco di Tel Aviv. Tuttavia, ha generato malcontento in una parte del PD e la ferma opposizione dei Verdi. Il dibattito politico milanese su questo tema è destinato a continuare. La volontà del Consiglio comunale di chiedere la sospensione non è stata ancora pienamente rispettata.
La lettera di Huldai, definita dal sindaco di Tel Aviv un «ponte di dialogo vitale», sottolinea la volontà di mantenere un legame umano. Si parla di collaborazione, creatività e libertà come pilastri di questo rapporto. La scelta di Milano di privilegiare il dialogo è vista come un valore fondamentale. Tuttavia, le critiche evidenziano una divergenza di vedute sulla gravità della situazione attuale e sulla necessità di azioni concrete.
I consiglieri Gorini e Cucchiara ribadiscono la loro richiesta di sospensione. Ritengono che l'amministrazione comunale stia fuggendo dalle proprie responsabilità. La loro determinazione a proseguire la battaglia è chiara. Vogliono che la volontà del Consiglio e dei municipi venga rispettata. La questione del gemellaggio rimane quindi un punto di frizione significativo.
Beatrice Uguccioni attende ulteriori valutazioni all'interno del suo gruppo politico. La sua posizione è di perplessità di fronte alla lettera e alla decisione finale. È evidente che la discussione non si è conclusa. Il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv continuerà a essere oggetto di dibattito politico nei prossimi tempi. Le diverse posizioni riflettono la complessità della situazione internazionale e le sue ripercussioni locali.