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Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha manifestato scetticismo sull'efficacia del taser per la Polizia Locale, decidendo di demandare la scelta definitiva al Consiglio Comunale. La sperimentazione, costata oltre 30mila euro, non ha prodotto risultati concreti nell'uso effettivo dell'arma.

Dubbi sull'efficacia del taser

Il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, ha espresso perplessità sull'impiego dei taser da parte della Polizia Locale. Dopo una sperimentazione durata sei mesi nel 2025, che ha visto l'acquisto di sei dispositivi e l'addestramento di cinquanta agenti, il sindaco ritiene che l'esperienza non abbia portato a risultati significativi. L'operazione è costata oltre 30 mila euro.

La delibera comunale, approvata dalla Giunta, si basava su una relazione del comandante del Corpo, Gianluca Mirabelli. Quest'ultimo aveva promosso l'uso dei taser principalmente come strumento di deterrenza. In pratica, i dispositivi non sono mai stati utilizzati per sparare i dardi elettrici. Tuttavia, il solo fatto di mostrare l'arma avrebbe contribuito a risolvere alcune situazioni critiche, dissuadendo i malintenzionati.

Nonostante il parere favorevole del comandante, i consiglieri di centrosinistra in Comune hanno manifestato dubbi sull'adozione permanente dei taser. In particolare, il presidente della commissione Sicurezza, Michele Albiani (Partito Democratico), ha sollevato critiche. Le sue obiezioni hanno portato al congelamento della delibera che sarebbe dovuta passare all'assemblea comunale.

Sala rimette la decisione ai partiti

Le dichiarazioni del sindaco Giuseppe Sala, rilasciate ai cronisti, suggeriscono un epilogo incerto per l'introduzione definitiva dei taser. Il primo cittadino ha affermato che la sperimentazione «non ha dato grandi risultati perché di fatto non è mai stato applicato. Stiamo parlando di numeri di taser molto limitati».

Sala ha annunciato l'intenzione di coinvolgere nuovamente il comandante Mirabelli per un confronto in commissione. Ha inoltre dichiarato: «Ne parlavo anche con Michele Albiani: portino la questione in commissione e poi io mi adeguerò a quello che il Consiglio dirà». Questa mossa indica una chiara volontà di demandare la decisione politica ai consiglieri comunali.

La questione potrebbe essere affrontata in futuro durante una seduta della commissione Sicurezza. Tuttavia, è possibile che la delibera non arrivi mai all'approvazione finale del Consiglio comunale. La posizione del sindaco appare quindi prudente, in attesa di un chiaro indirizzo politico.

Il sindacato chiede l'adozione

Gli esponenti del sindacato Sulpm hanno una visione diametralmente opposta. Essi ritengono che la pistola elettrica sia uno strumento fondamentale per la sicurezza degli agenti e dei cittadini. Chiedono con forza che il taser venga inserito stabilmente nell'equipaggiamento degli agenti di piazza Beccaria.

Il segretario Daniele Vincini ha argomentato che «l'effetto deterrenza, unitamente alla sicurezza degli operatori, costituisce il vero obiettivo». Ha criticato il blocco dell'iter di approvazione, attribuendolo a «ragioni per lo più ideologiche». L'appello è rivolto direttamente a Sala affinché intervenga.

Il sindacato considera una valutazione positiva sull'importanza del taser un «buon segnale per tutta la nostra categoria». Auspicano inoltre una tutela legale per gli operatori che utilizzano questi strumenti per difendere i cittadini milanesi. La loro richiesta si lega alla necessità di garantire maggiore sicurezza e supporto agli agenti sul campo.