Il sostegno per persone con disabilità grave e anziani non autosufficienti in Lombardia è a rischio. Il Governo non ha ancora approvato il piano triennale, costringendo la Regione a prorogare le misure esistenti fino a giugno con fondi residui, bloccando nuove richieste.
Ritardi del governo nazionale
Il Piano Nazionale per le Non Autosufficienze (PNNA) per il triennio 2025-2027 non è ancora stato varato. Questo ritardo impedisce l'allocazione delle risorse necessarie. La Regione Lombardia, come altre regioni, attende queste somme per poter pianificare adeguatamente gli interventi. Il piano era atteso tra dicembre e gennaio, ma non è ancora stato approvato da Palazzo Chigi.
La mancata approvazione del PNNA ha creato incertezza. Le regioni si trovano nell'impossibilità di definire i nuovi stanziamenti. Questo crea una situazione di stallo per i servizi essenziali.
La Regione Lombardia interviene con fondi ponte
Per evitare interruzioni, la Giunta regionale lombarda ha approvato due delibere ponte. La prima, il 22 dicembre scorso, ha garantito la continuità delle misure fino al 30 aprile 2026. Sono stati stanziati 61,8 milioni di euro per coprire il periodo. Questa misura era destinata a chi già beneficiava del sostegno alla data del 31 dicembre 2025.
Una seconda delibera, approvata il 30 marzo, ha prorogato ulteriormente i sostegni. Le misure B1 (disabilità gravissima) e B2 (disabilità grave) sono state estese fino al 30 giugno 2026. Questo è stato necessario dato che il Piano Nazionale non era ancora stato licenziato. La proroga utilizza risorse residue delle Agenzie di Tutela della Salute (ATS).
Stop a nuove richieste di assistenza
La principale conseguenza di queste delibere ponte è il blocco delle nuove richieste. La garanzia di continuità è limitata ai progetti già attivi. Le istanze di nuovo accesso alle misure B1 e B2 potranno essere presentate solo dopo l'approvazione del PNNA. Questo riduce la finestra temporale per presentare domanda, solitamente da marzo a settembre.
La decisione di non accettare nuove domande solleva preoccupazioni. Fortunato Nicoletti, vicepresidente di “Nessuno è Escluso”, ha chiesto chiarimenti sull'ammontare delle risorse residue. Ha anche interrogato sul perché questi fondi non siano stati impiegati prima, dato l'aumento dei bisogni. Le famiglie e le associazioni hanno dovuto lottare per mantenere invariati gli importi degli assegni.
Critiche e richieste di chiarimenti
Il consigliere regionale del Pd, Davide Casati, ha espresso preoccupazione. Ha sollecitato la Giunta a valutare l'uso di ulteriori risorse. L'obiettivo è garantire il sostegno a chi ne ha diritto ma non era già in carico a gennaio 2026. Si teme che l'attesa del piano nazionale si traduca in una sospensione prolungata delle tutele.
Casati ha anche chiesto alla Regione di chiarire le modalità di prosecuzione dei voucher socio-sanitari. La situazione attuale evidenzia la fragilità del sistema di sostegno. La dipendenza da piani nazionali non approvati crea incertezza per le fasce più vulnerabili della popolazione.