Contrattazione decentrata a Milano: lo scontro
Un acceso dibattito sulla contrattazione decentrata sta animando il Comune di Milano. Al centro della questione vi è la partecipazione della CGIL alle riunioni, un punto di frizione per alcuni sindacati.
La polemica è scaturita dall'assenza della CGIL tra i firmatari del contratto di lavoro nazionale Funzioni locali 2022-2024. Questa premessa ha portato i delegati di Cisl FP, Uil FPL e Csa ad abbandonare l'ultimo tavolo negoziale, protestando contro la presenza della CGIL.
Il parere dell'ARAN e le reazioni
A complicare ulteriormente la situazione interviene un parere ufficiale dell'ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni). L'agenzia sembra smentire l'interpretazione del Comune, secondo cui anche organizzazioni non firmatarie del contratto nazionale potrebbero partecipare alla contrattazione di secondo livello.
Secondo l'ARAN, infatti, i soggetti abilitati alla contrattazione integrativa sono esclusivamente le RSU e i rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL. Questo parere è stato accolto con forte determinazione dal segretario provinciale del Csa, Orfeo Mastantuono.
Le prossime mosse dei sindacati
Mastantuono ha espresso stupore per il comportamento del Comune, sottolineando che l'obiettivo della critica non è un'organizzazione sindacale, ma l'amministrazione stessa. Ha criticato il Segretario Generale del Comune, Antonio Sebastiano Purcaro, accusandolo di aver emesso un parere non richiesto e di aver ecceduto nelle sue competenze.
La linea dura è confermata: Csa e Cisl intendono proseguire nel loro intento. È già stata inviata una lettera di diffida, e il prossimo passo potrebbe essere una denuncia per condotta antisindacale. Mastantuono ha inoltre evidenziato come le RSU, che includono esponenti CGIL scelti dai lavoratori, siano già presenti ai tavoli negoziali.