Condividi

A Milano si preannunciano tensioni per il Remigration Summit del 18 aprile. Previste due contromanifestazioni e acceso dibattito politico tra Comune e Regione.

Contromanifestazioni in piazza Duomo

Il 18 aprile, Milano sarà teatro di un evento politico denominato Remigration Summit. L'incontro, organizzato dal gruppo europeo dei Patrioti, si terrà in piazza Duomo. La giornata sarà caratterizzata da forti proteste.

Sono state annunciate ben due contromanifestazioni. La rete “No ai Cpr” ha pianificato un raduno in largo Cairoli. Parallelamente, la galassia Antifa ha lanciato un appello sui social per un corteo con partenza da piazza del Tricolore. Entrambe le iniziative mirano a contestare il Summit.

Le modalità precise delle proteste sono in fase di definizione. Le autorità, tra cui la Prefettura e la Questura, stanno coordinando le misure di sicurezza. Al centro delle critiche vi è la Lega, guidata da Matteo Salvini, che ha aderito all'iniziativa. È attesa anche la presenza del governatore lombardo Attilio Fontana.

Polemiche istituzionali a Milano

Le tensioni non si limitano alla piazza, ma si estendono ai palazzi del potere. In Comune e in Regione infuria la discussione tra sostenitori e oppositori del Summit. Durante una seduta del Consiglio comunale, esponenti della Lega hanno esposto cartelli di protesta.

Questi cartelli, con slogan come “Stop Fascismo rosso”, contestavano un ordine del giorno presentato da Elena Buscemi, presidente dell'assemblea per il Pd. La Buscemi aveva chiesto una rivalutazione dell'autorizzazione dell'evento. Motivava la richiesta con potenziali rischi per l'ordine pubblico e presunte violazioni della Costituzione.

La sua posizione è stata duramente criticata in aula. Samuele Piscina, esponente della Lega, ha definito l'iniziativa un “gesto ideologico”. Ha accusato la sinistra di tentare una “censura politica” e di agire con “autoritarismo”.

Il sindaco Giuseppe Sala ha confermato di aver sollevato la questione. Ha però aggiunto che Prefettura e Questura non hanno riscontrato motivi sufficienti per vietare l'evento. La decisione finale spetta alle autorità di pubblica sicurezza.

Divisioni anche nel centrodestra

Il Remigration Summit sta creando spaccature anche all'interno della coalizione di centrodestra. Amir Atrous, responsabile milanese del Dipartimento Immigrazione di Forza Italia, ha espresso netta contrarietà. Ha definito l'evento “in odore di xenofobia e razzismo”.

Atrous ha annunciato l'organizzazione di un evento alternativo. Questo si concentrerà sull'impegno sociale delle seconde generazioni. L'iniziativa si svolgerà proprio il 18 aprile, in contemporanea con il Summit.

Mozione in Regione Lombardia

Anche in Regione Lombardia la questione è aperta. Nicola Di Marco, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha presentato una mozione. Chiede al governatore Fontana e alla sua Giunta di prendere le distanze dal Remigration Summit.

La mozione sottolinea la necessità di una posizione chiara contro la promozione di teorie estremiste. La replica non si è fatta attendere. Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega, ha definito “estremista” solo “l’ignoranza” di chi nega la realtà. Ha affermato che a Milano ci saranno persone stanche di non sentirsi sicure.