Venerdì 27 marzo 2026, i trasporti pubblici milanesi di Atm potrebbero subire gravi disagi a causa di uno sciopero indetto dal sindacato Al Cobas. Le fasce orarie più critiche vanno dalle 8:45 alle 15 e dopo le 18. Le ragioni dello sciopero includono la contrarietà alla privatizzazione dei servizi, richieste di maggiore sicurezza per i dipendenti e aumenti salariali.
Sciopero Atm: disagi in arrivo per i pendolari milanesi
I cittadini di Milano si preparano a un nuovo venerdì di possibili disagi nel trasporto pubblico. Il sindacato Al Cobas ha proclamato uno sciopero che coinvolge i dipendenti del Gruppo Atm. Questo significa che metropolitane, autobus e tram potrebbero non circolare regolarmente. L'agitazione sindacale è prevista per venerdì 27 marzo 2026. Le ripercussioni potrebbero estendersi anche ai servizi gestiti da Atm in altre località vicine a Milano.
La mobilitazione si inserisce in un contesto di continue rivendicazioni nel settore dei trasporti. Già nel mese di gennaio si erano verificati scioperi che avevano creato notevoli problemi alla mobilità cittadina. Questa nuova protesta rischia di paralizzare ulteriormente la circolazione, soprattutto nelle ore di punta. Le autorità invitano i cittadini a informarsi preventivamente sui canali ufficiali Atm per aggiornamenti in tempo reale.
La percentuale di adesione a precedenti scioperi indetti da Al Cobas, come quello del 15 gennaio, si era attestata intorno all'11,6%. Sebbene possa sembrare una cifra contenuta, è stata sufficiente a generare disservizi significativi. La difficoltà nel prevedere quali linee specifiche saranno interessate e per quanto tempo rende la situazione ancora più complessa per gli utenti.
Le motivazioni dietro lo sciopero Al Cobas a Milano
Il sindacato Al Cobas ha reso note le ragioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero. La principale contestazione riguarda il progetto denominato ‘Milano Next’. Questo piano prevede la trasformazione di Atm Spa in un'Azienda Speciale del Comune di Milano. L'obiettivo sarebbe quello di affidare direttamente, in modalità 'in house', i servizi attualmente gestiti dal gruppo e quelli del trasporto pubblico locale nell'intera Città Metropolitana Milanese. Al Cobas si oppone fermamente a questo progetto, definendolo un passo verso la liberalizzazione, privatizzazione e finanziarizzazione dei servizi di trasporto pubblico.
Il sindacato chiede invece la ‘reinternalizzazione’ dei servizi di Tpl (Trasporto Pubblico Locale) che sono stati ceduti in appalto o subappalto. Inoltre, Al Cobas auspica la gratuità dei servizi di trasporto pubblico. Queste richieste mirano a garantire una maggiore tutela per i lavoratori e a mantenere il controllo pubblico su un servizio essenziale per la cittadinanza.
La nota del sindacato evidenzia anche la preoccupazione per la sicurezza dei dipendenti. Si chiede la riattivazione del distanziamento tra conducenti e utenti, nonché l'inibizione dell'uso della porta anteriore per la salita e la discesa dei passeggeri. Questi provvedimenti sono visti come necessari per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, soprattutto in relazione alla pulizia e igienizzazione dei mezzi.
Un altro punto sollevato riguarda la precarietà della pulizia e igienizzazione delle vetture e degli ambienti Atm. Il sindacato lamenta l'immobilità della dirigenza nel garantire la sicurezza dei lavoratori più esposti ad atti aggressivi. Vengono anche richieste migliori condizioni per la fruizione delle ferie, con un piano per ridurre l'eccessivo residuo di ferie e affrontare la carenza strutturale di personale. L'eccessivo ricorso al lavoro straordinario per la programmazione ordinaria del servizio è un altro aspetto criticato.
Infine, Al Cobas chiede la trasformazione immediata di tutti i contratti part-time in full-time per i conducenti che ne fanno richiesta. Questa misura mira a migliorare le condizioni lavorative e la stabilità economica del personale viaggiante.
Aumento salariale e qualità del vestiario: le altre richieste
Oltre alle questioni legate alla gestione dei servizi e alla sicurezza, Al Cobas pone l'accento su due richieste fondamentali: un aumento salariale e un miglioramento della qualità del vestiario fornito ai dipendenti. Il sindacato reclama un aumento di 150 euro netti per tutti i lavoratori fino al parametro 193. Questo incremento dovrebbe essere slegato dalla produttività e servire come risarcimento per i mancati rinnovi contrattuali, gli aumenti salariali ritenuti irrisori e la soppressione dei premi ad personam.
La richiesta di adeguamento salariale si lega anche all'esigenza di conformarsi alle sentenze della Suprema Corte (come la 13425/2019) e alla direttiva CE 2003/88. Queste normative riguardano il pagamento legale delle giornate di ferie godute o risarcite, con conseguente richiesta di pagamento del pregresso. Al Cobas denuncia inoltre comportamenti lesivi, discriminatori e intimidatori da parte di alcuni dirigenti nei confronti di lavoratori che usufruiscono di permessi parentali o che assistono familiari disabili. Vengono segnalate disparità nel trattamento dei turni e concessioni privilegiate ad alcuni dipendenti.
Un altro punto dolente è la fornitura del vestiario. Il sindacato descrive la massa vestiario come precaria, inadeguata e di scarsa qualità. Si chiede la reintroduzione di capi specifici, come il maglione invernale a collo alto, la polo estiva a mezza manica e il gilet in cotone, per garantire comfort e adeguatezza alle diverse condizioni climatiche e lavorative. L'obiettivo è fornire ai lavoratori un abbigliamento funzionale e di qualità, che rispecchi la dignità della loro professione.
Fasce di garanzia Atm: cosa sapere per venerdì 27 marzo
Il Gruppo Atm, tramite il proprio sito aziendale, ha confermato l'avviso di sciopero indetto da AL Cobas per venerdì 27 marzo. L'azienda avverte l'utenza che il servizio potrebbe subire conseguenze. Le fasce orarie in cui il servizio non è garantito sono specificate: dalle 8:45 alle 15:00 e dopo le 18:00, fino al termine del servizio. Questo significa che le corse potrebbero essere sospese o subire ritardi significativi durante questi intervalli.
È importante sottolineare che, al di fuori di queste fasce orarie, il servizio dovrebbe essere garantito. Tuttavia, l'adesione effettiva dei lavoratori e l'entità dei disagi dipenderanno da vari fattori, inclusa la percentuale di partecipanti allo sciopero. Atm raccomanda ai propri passeggeri di consultare regolarmente il proprio sito web e i canali social per ricevere aggiornamenti in tempo reale sull'andamento dello sciopero e sulle eventuali modifiche al servizio. La comunicazione tempestiva è fondamentale per permettere ai cittadini di organizzarsi e trovare soluzioni alternative per i propri spostamenti nella giornata di venerdì.
La situazione dei trasporti a Milano rimane complessa, con frequenti scioperi che mettono a dura prova la pazienza dei pendolari. Le rivendicazioni sindacali, sebbene legittime, hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana di migliaia di persone. La speranza è che, attraverso il dialogo e il confronto, si possano trovare soluzioni che soddisfino le esigenze dei lavoratori senza compromettere eccessivamente la mobilità urbana.