La città di Milano ha reso omaggio a Carlo Monguzzi, figura di spicco dell'ambientalismo locale e consigliere comunale. I funerali hanno visto una grande partecipazione, con simboli di lotta e affetto.
L'ultimo saluto a un combattente milanese
Una folla commossa ha partecipato ai funerali di Carlo Monguzzi. La cerimonia si è svolta nella chiesa di San Michele Arcangelo, nel quartiere Precotto. Molti amici, colleghi politici e cittadini hanno voluto dare l'ultimo saluto allo storico ambientalista. La sua scomparsa, avvenuta a 74 anni dopo una malattia, ha lasciato un vuoto nella comunità milanese.
La chiesa non è riuscita a contenere tutti i presenti. Numerose persone si sono radunate anche all'esterno, sul piazzale antistante. Tra i presenti, il sindaco Giuseppe Sala, visibilmente emozionato, e la vicesindaca Anna Scavuzzo. Per la Regione Lombardia era presente l'assessore Romano La Russa.
La Banda degli Ottoni ha accompagnato il momento con la sua musica. Bandiere palestinesi sventolavano tra la folla, simbolo di una delle tante cause sostenute da Monguzzi. Fiori rossi, portati da cittadini e sostenitori, hanno adornato il feretro. La kefiah al collo di alcuni partecipanti ricordava il suo impegno.
Un politico e attivista amato e rispettato
Carlo Monguzzi è stato ricordato come un combattente tenace. La sua figura politica ha spesso rappresentato una spina nel fianco, anche per la sinistra, grazie alla sua coerenza e determinazione. La sua assenza si farà sentire a Palazzo Marino, dove ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale.
Tra i presenti, anche esponenti di spicco della politica locale e nazionale. C'erano il leader dei Verdi Angelo Bonelli, il presidente dell'Anpi di Milano Primo Minelli, il segretario del Pd di Milano Alessandro Capelli e l'ex parlamentare Emanuele Fiano. La sua foto sul feretro lo ritraeva con il pugno alzato, simbolo della sua lotta.
Sul feretro erano presenti rose bianche e il fazzoletto rosso dell'Anpi. Una corona di fiori rossi, con la scritta «Grazie Carlo. Le cittadine, i cittadini e i comitati», testimoniava il sostegno ricevuto dai comitati che ha sempre supportato. Molti hanno portato cartelli con messaggi di gratitudine e ricordo.
Le battaglie di una vita per Milano
Al termine della funzione, un lungo applauso ha accompagnato il feretro. Le note di «Bella Ciao», suonate dalla Banda degli Ottoni, hanno risuonato fuori dalla chiesa. Centinaia di persone si sono riunite per un ultimo commosso ricordo, con le bandiere palestinesi ancora sventolanti.
Qualcuno ha ricordato come, nonostante le incomprensioni politiche, Monguzzi non abbia mai smesso di battersi. Una cittadina ha suggerito che «decementare un'area e restituirla al verde» sarebbe l'omaggio migliore. Lo ha paragonato ad Alexander Langer, figura di riferimento per i Verdi.
La rappresentante dei comitati cittadini ha definito Monguzzi «un avamposto nelle istituzioni», un portavoce capace di agire all'interno delle istituzioni senza omologarsi. «Eri uomo nelle istituzioni ma non delle istituzioni», ha affermato, sottolineando la sua autenticità.
Sono state ricordate le sue numerose battaglie. Tra queste, quella contro la vendita dello stadio di San Siro. La platea ha tributato un grande applauso anche alla «battaglia più dura e più tosta, quella contro il fuoco amico», un riferimento alle difficoltà incontrate nel suo percorso politico.