Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, è indagato dalla Procura di Milano per frode sportiva. Ha deciso di autosospendersi dall'incarico per permettere il corretto svolgimento delle indagini.
Indagine per frode sportiva su Gianluca Rocchi
La Procura di Milano ha notificato un avviso di comparizione a Gianluca Rocchi. L'accusa nei suoi confronti riguarda la frode sportiva in concorso. Si ipotizza che abbia esercitato pressioni per condizionare alcune decisioni arbitrali, in particolare quelle legate alla sala Var. L'indagine coinvolge anche il supervisore Var Andrea Gervasoni.
Secondo le prime ricostruzioni, Rocchi avrebbe favorito alcune scelte arbitrali. In alcune partite, avrebbe anche selezionato direttori di gara ritenuti graditi all'Inter. Queste presunte ingerenze nel calcio italiano sono al centro dell'inchiesta milanese.
Rocchi annuncia l'autosospensione
In seguito alla notifica dell'avviso di comparizione, Gianluca Rocchi ha comunicato la sua decisione di autosospendersi. L'annuncio è stato fatto tramite una dichiarazione all'agenzia ANSA. La sospensione ha effetto immediato dal suo ruolo di responsabile della CAN (Commissione Arbitri Nazionale).
«In accordo con l'AIA e per il bene del gruppo CAN, che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi», ha dichiarato Rocchi. La scelta, definita «sofferta e difficile», è stata condivisa con la sua famiglia. L'obiettivo è permettere un sereno svolgimento della fase giudiziale.
Rocchi si dice certo di uscire indenne da questa vicenda. «Da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima», ha affermato. Il suo profondo amore per l'associazione e il senso di responsabilità lo spingono a tutelare il gruppo arbitrale.
Le partite sotto inchiesta
L'indagine della Procura di Milano si concentra su almeno due partite specifiche. Queste gare sono finite nel mirino degli inquirenti per presunte irregolarità. L'ipotesi di concorso in frode sportiva vede coinvolto il designatore arbitrale Gianluca Rocchi.
Le partite in questione sono Udinese-Parma del primo marzo 2025 e Inter-Verona del 6 gennaio 2024. La prima si concluse con la vittoria dell'Udinese per 1-0, grazie a un rigore trasformato da Thauvin. La seconda vide l'Inter prevalere per 2-1, con il gol decisivo di Frattesi dopo un episodio controverso.
I video delle partite e i dialoghi registrati nella sala Var sono parte integrante dell'inchiesta. Il pubblico ministero Maurizio Ascione, sotto la guida del procuratore Marcello Viola, sta esaminando attentamente questi elementi.
Il caso del rigore in Udinese-Parma
Un episodio chiave riguarda la partita Udinese-Parma. Al 38° minuto, l'attaccante dell'Udinese Thauvin calcia verso la porta, colpendo il braccio del difensore del Parma Balogh. In panchina sedeva Chivu, oggi allenatore dell'Inter.
Secondo quanto emerso, l'addetto Var Daniele Paterna inizialmente sembrava orientato a non concedere il rigore. Tuttavia, dopo un'apparente interferenza esterna, Paterna avrebbe cambiato parere. Si sarebbe girato, avrebbe guardato indietro e affermato: «È rigore». Successivamente, ha consigliato all'arbitro Maresca di rivedere l'azione al monitor. Il rigore fu concesso e trasformato da Thauvin, decidendo l'incontro.
L'ipotesi contenuta nell'esposto dell'ex assistente arbitrale Domenico Rocca, che ha dato il via all'inchiesta, è che Rocchi abbia contattato la sala Var per indurre a cambiare la decisione iniziale. Questo avrebbe alterato l'esito della partita.