Milano: rider in protesta per condizioni di lavoro dignitose
Presidio dei rider a Milano
Nonostante la pioggia battente, un gruppo di rider si è riunito in piazza Duca d’Aosta, a Milano, per manifestare e chiedere condizioni di lavoro più dignitose. La mobilitazione, promossa dalla Cgil, ha visto la partecipazione di lavoratori e rappresentanti sindacali.
I manifestanti hanno esposto uno striscione con il messaggio: «Anche il rider deve mangiare, non consegniamo per paghe da fame». L'iniziativa mira a portare l'attenzione sulle criticità del settore e sulla necessità di un cambiamento.
Le rivendicazioni dei lavoratori
Tra i partecipanti alla protesta, sono emerse testimonianze preoccupanti sui guadagni. Alcuni rider hanno dichiarato di percepire appena 2,50 euro per ogni consegna, mentre altri hanno mostrato guadagni giornalieri di poco superiori ai 16 euro. Queste cifre rendono difficile anche la copertura delle spese essenziali, come l'affitto di un alloggio.
I lavoratori provengono da diverse provenienze, tra cui Est Europa, Eritrea e Pakistan, accomunati dalla stessa lotta per un reddito che permetta una vita dignitosa. Molti faticano a trovare un posto letto stabile, ricorrendo talvolta a dormitori comunali.
L'inchiesta della Procura e le richieste sindacali
Andrea Bacchin, funzionario della Cgil-Nidil di Milano, ha sottolineato l'importanza del momento attuale, alla luce dell'inchiesta della Procura di Milano. «L'indagine ha sostanzialmente ratificato quello che sostenevamo da tempo: i rider hanno paghe troppo basse», ha affermato Bacchin.
L'obiettivo principale del sindacato è il passaggio da un sistema di lavoro basato sul cottimo all'applicazione del contratto nazionale merci e logistica. Questo permetterebbe ai rider di beneficiare di ferie, malattia, tredicesima e Tfr, oltre a garantire maggiore sicurezza sul lavoro.
Appello alle aziende
Bacchin ha lanciato un appello diretto alle aziende: «La magistratura ha già detto tanto, ora è il momento che le aziende prendano seriamente in considerazione questo aspetto». La presenza di un'amministrazione giudiziaria, istituita per regolarizzare la posizione di questi lavoratori, rappresenta un'ulteriore spinta verso il cambiamento.
Il sindacato si aspetta ora passi concreti da parte delle piattaforme di delivery, affinché i rider possano finalmente operare in condizioni dignitose e sicure, con tutele adeguate al loro impegno.