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Rider in corteo a Milano chiedono il passaggio da autonomi a dipendenti. La protesta segue le richieste della Procura milanese alla società di delivery Foodinho-Glovo.

Richiesta di contrattualizzazione per i rider

L'obiettivo è trasformare i rider in lavoratori subordinati. Attualmente, molti operano con partita IVA o contratti autonomi. Questa esigenza è condivisa dalla Procura di Milano. Le autorità hanno avanzato richieste specifiche alla società di delivery Foodinho-Glovo. La questione è emersa durante un'assemblea dei lavoratori. L'incontro si è tenuto nel pomeriggio presso la sede del sindacato Usb. La sede si trova in via Padova, nella periferia del capoluogo lombardo.

Corteo verso la sede di Glovo

Successivamente alla riunione, è stato organizzato un corteo. La manifestazione è iniziata verso le 16:45. Circa cinquanta persone hanno partecipato. Si sono spostati utilizzando motorini, biciclette elettriche e mezzi a pedali. La destinazione era via Pirelli. Quest'ultima si trova nei pressi della Stazione Centrale. L'obiettivo era raggiungere gli uffici di Glovo. All'ingresso della sede è stato depositato del "letame simbolico". Questo gesto vuole rappresentare il disappunto dei lavoratori.

Direttive europee e posizione della Procura

Il sindacato e i rider hanno evidenziato le direttive europee. Queste normative spingono verso la contrattualizzazione dei rider. Vogliono che vengano riconosciuti come dipendenti. È stata ribadita la posizione della Procura milanese. L'ufficio giudiziario ha chiesto che venga imposta l'assunzione. L'assunzione dovrebbe riguardare tutti i rider di Glovo. Questo dovrebbe avvenire tramite un amministratore giudiziario. La Procura sostiene che la società opera in una situazione di illegalità. Questo riguarda il sistema di paghe per i ciclofattorini. Nonostante alcuni aumenti, una parte significativa dell'attività non viene retribuita. Si stima che circa il 30% del lavoro non sia ancora coperto da compensi adeguati.

Situazione di illegalità nelle paghe

La società di delivery Foodinho-Glovo è sotto accusa. La Procura di Milano ha sottolineato presunte irregolarità. Queste riguardano le retribuzioni dei rider. Anche con il nuovo piano aziendale, la situazione non sarebbe migliorata. I compensi erogati non rifletterebbero l'intera attività svolta. I lavoratori denunciano una mancata retribuzione di circa il 30% del loro lavoro. Questa situazione viene definita dalla Procura come "illegalità". La richiesta principale rimane quella di un rapporto di lavoro subordinato. Questo garantirebbe maggiori tutele e diritti ai rider.

La protesta dei rider a Milano

La manifestazione di oggi a Milano ha visto la partecipazione attiva dei rider. Hanno espresso il loro malcontento con un corteo. L'azione simbolica di depositare letame davanti alla sede di Glovo sottolinea la gravità della loro situazione. La richiesta di essere inquadrati come lavoratori dipendenti è forte. Si basano anche su normative europee che supportano questa direzione. La Procura di Milano sta seguendo da vicino la vicenda. Le sue richieste mirano a una regolarizzazione completa dei rapporti di lavoro. La speranza è che questa pressione porti a un cambiamento concreto per i rider.

Il ruolo del sindacato Usb

Il sindacato Usb ha svolto un ruolo centrale nell'organizzazione. Ha fornito supporto ai rider. Ha ospitato l'assemblea che ha preceduto il corteo. La sua presenza rafforza la voce dei lavoratori. L'Usb si batte da tempo per migliori condizioni di lavoro. La lotta per il riconoscimento dei rider come dipendenti è una priorità. L'associazione con la Procura di Milano conferisce maggiore peso alle rivendicazioni. L'obiettivo è ottenere un contratto di lavoro subordinato. Questo porterebbe a una maggiore stabilità e a diritti equiparati a quelli degli altri lavoratori.

Prospettive future per i rider

La protesta odierna è un segnale importante. Dimostra la determinazione dei rider nel chiedere condizioni di lavoro più eque. La posizione della Procura e le direttive europee creano un quadro favorevole. Tuttavia, la resistenza delle piattaforme di delivery è ancora forte. La battaglia per il lavoro subordinato è complessa. Richiede un impegno costante da parte dei sindacati e dei lavoratori. La speranza è che la pressione continui. Questo potrebbe portare a un cambiamento normativo e contrattuale. I rider meritano tutele adeguate per il loro lavoro.