Il braccialetto elettronico per Alessandro Basciano è stato rimosso. La decisione del giudice è legata al trasferimento della sua ex compagna, Sophie Codegoni, che ha modificato le condizioni di sicurezza.
Revocato il braccialetto elettronico ad Alessandro Basciano
Un nuovo capitolo si apre nel caso che vede coinvolti Alessandro Basciano e Sophie Codegoni. Dopo diversi mesi di obbligo, il giudice ha deciso di revocare l'uso del braccialetto elettronico per il dj, ex compagno dell'influencer. Questa misura era stata disposta a seguito di accuse di stalking mosse dalla Codegoni nei confronti di Basciano. La decisione di rimuovere il dispositivo di sorveglianza arriva dopo circa sei mesi dalla sua applicazione.
L'istanza di revoca è stata presentata dall'avvocato difensore di Basciano, Leonardo D'Erasmo. La mossa legale ha portato a una revisione della misura cautelare. Le motivazioni dietro questa scelta giudiziaria sono strettamente connesse alle azioni recenti di Sophie Codegoni. Le sue decisioni hanno influenzato direttamente la valutazione del rischio da parte del tribunale.
Sophie Codegoni e il trasferimento vicino a Basciano
La ragione principale che ha portato alla revoca del braccialetto elettronico risiede in una scelta effettuata da Sophie Codegoni. Il giudice, analizzando la situazione, ha considerato questo elemento determinante. La Codegoni, ex protagonista di «Uomini e Donne», ha deciso di trasferirsi in un'abitazione situata a pochi metri di distanza da quella di Alessandro Basciano a Milano. Questo avvicinamento ha modificato le circostanze che avevano originariamente giustificato l'imposizione della misura cautelare.
Nonostante le precedenti denunce per presunto stalking e le dichiarazioni di timore nei confronti dell'ex compagno, la Codegoni ha scelto autonomamente di stabilirsi nelle vicinanze. La casa in questione è la stessa dove i due avevano precedentemente convissuto. Questa vicinanza fisica, secondo l'interpretazione del giudice, suggerisce una diminuzione della paura lamentata dall'influencer.
Di conseguenza, il braccialetto elettronico non sarebbe più ritenuto uno strumento necessario per garantire la sicurezza della Codegoni. La sua azione ha implicitamente ridimensionato la percezione del pericolo.
Le accuse di stalking e il percorso giudiziario
Nel corso del 2024, Alessandro Basciano era stato sottoposto ad arresto. Successivamente, era stato scarcerato con l'imposizione del divieto di avvicinamento nei confronti della sua ex compagna, Sophie Codegoni. Tale provvedimento era stato emesso in relazione a presunti episodi di minacce, molestie e pedinamenti. Questi fatti risalirebbero al periodo tra il 2023 e il 2024.
La Procura di Milano, nel mese di febbraio, aveva inoltrato la richiesta di rinvio a giudizio per il dj. Questo significa che il caso era in procinto di passare alla fase dibattimentale. L'accusa principale rimane quella di stalking, con le relative aggravanti legate ai comportamenti contestati.
La revoca del braccialetto elettronico non implica la chiusura del procedimento giudiziario. Le indagini e le accuse pendenti rimangono valide. Tuttavia, la decisione del giudice rappresenta un importante cambiamento nella gestione della misura cautelare.
Contesto e precedenti a Milano
Il caso di Alessandro Basciano e Sophie Codegoni si inserisce in un contesto milanese dove le questioni di cronaca rosa e i procedimenti legali legati a relazioni sentimentali complesse attirano spesso l'attenzione pubblica. La città di Milano, capitale della moda e del gossip, è frequentemente teatro di vicende che mescolano vita privata e risvolti giudiziari.
La decisione del giudice di revocare il braccialetto elettronico si basa sull'interpretazione delle circostanze attuali. La legge italiana prevede diverse misure cautelari, tra cui il divieto di avvicinamento e l'uso di dispositivi elettronici di sorveglianza. La loro applicazione e revoca dipendono dalla valutazione del giudice sulla persistenza delle esigenze cautelari, come il pericolo di reiterazione del reato o di fuga.
In questo specifico caso, il trasferimento della persona offesa, Sophie Codegoni, in prossimità dell'indagato, Alessandro Basciano, è stato interpretato come un segnale di attenuazione del rischio. Questa interpretazione, sebbene possa apparire controintuitiva a un osservatore esterno, è coerente con la logica giuridica che valuta la necessità di misure restrittive in base all'evoluzione della situazione fattuale.
È importante sottolineare che la revoca del braccialetto elettronico non equivale a un'assoluzione o a una chiusura del caso. Le accuse di stalking rimangono oggetto di indagine e di potenziale processo. La difesa di Basciano, guidata dall'avvocato Leonardo D'Erasmo, continuerà a lavorare per dimostrare l'innocenza del suo assistito o per ottenere una riduzione delle pene.
La vicenda solleva interrogativi sull'efficacia delle misure cautelari e sulla loro applicazione in casi mediatici. La pressione dell'opinione pubblica e l'attenzione dei media possono influenzare, seppur indirettamente, la percezione dei fatti. Tuttavia, le decisioni giudiziarie devono basarsi esclusivamente su prove concrete e sull'applicazione della legge.
Il futuro del procedimento vedrà probabilmente ulteriori sviluppi. La Procura di Milano continuerà a sostenere la richiesta di rinvio a giudizio, mentre la difesa cercherà di smontare le accuse. La presenza di Sophie Codegoni a pochi passi dall'abitazione di Basciano ha rappresentato un elemento chiave per la recente decisione del giudice. Resta da vedere come questo influenzerà l'esito finale della vicenda giudiziaria.