Il giudice ha revocato il braccialetto elettronico ad Alessandro Basciano, influencer accusato di stalking. La decisione segue il trasferimento della ex compagna, Sophie Codegoni, a breve distanza dalla sua abitazione. Basciano dichiara che la verità sta emergendo.
Revocata misura cautelare per influencer
Il Tribunale di Milano ha annullato la misura del braccialetto elettronico per Alessandro Basciano. Questa decisione arriva dopo sei mesi dall'applicazione del dispositivo. Il dj e influencer era stato sottoposto a questa misura nel corso del procedimento che lo vede imputato per stalking. Le accuse sono mosse nei confronti dell'ex compagna, la modella Sophie Codegoni. La vicenda giudiziaria è attualmente in fase di udienza preliminare.
Basciano ha espresso soddisfazione per la revoca. Ha dichiarato: «Chi sta utilizzando le aule di Tribunale per sostenere cose non vere, deve essere punito. Pian piano sta venendo fuori tutta la verità». Queste parole sottolineano la sua convinzione di essere vittima di accuse infondate. La sua difesa ha lavorato per dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati.
La decisione del giudice è stata influenzata da diversi elementi emersi durante le indagini. Tra questi, il trasferimento della signora Codegoni in un appartamento situato a soli 300 metri dalla residenza di Basciano. Questo dettaglio è stato interpretato come un segnale di assenza di timore nei confronti dell'ex compagno. Il difensore di Basciano, l'avvocato Leonardo D'Erasmo, ha evidenziato questo aspetto.
«Dimostrando - ha spiegato il legale - di non aver alcun timore del mio assistito. Quindi avendo lei scelto liberamente di andare a vivere lì significa che non ha lo stato d'ansia che ha dichiarato all'inizio» della sua testimonianza. Questa argomentazione ha pesato sulla valutazione del giudice riguardo alla pericolosità sociale dell'imputato.
Contesto legale e precedente rigetto
La richiesta di revoca della misura cautelare era già stata avanzata in precedenza. Lo scorso febbraio, durante la fase delle indagini preliminari, un giudice per le indagini preliminari aveva respinto un'istanza simile. All'epoca, la decisione era stata motivata dalla «permanente conflittualità» tra le parti. Il gip aveva confermato sia il divieto di avvicinamento che il braccialetto elettronico.
In quella circostanza, il giudice aveva ritenuto necessario mantenere le misure per garantire la sicurezza della presunta vittima. La situazione di tensione tra Basciano e Codegoni era considerata ancora elevata. Nonostante ciò, Basciano ha sempre negato le accuse di stalking. Ha ammesso l'esistenza di tensioni legate alla fine della loro relazione.
Tuttavia, la situazione sembra essersi evoluta. L'atto notificato recentemente indica un mutamento delle circostanze. La scelta della signora Codegoni di abitare così vicina a Basciano ha fornito alla difesa un argomento forte per sostenere la revoca delle misure. Questo dimostrerebbe, secondo l'avvocato D'Erasmo, che la modella non vive più in uno stato di terrore.
Il procedimento giudiziario prosegue, ma la revoca del braccialetto elettronico rappresenta una tappa significativa per l'influencer. La sua difesa punta a smontare le accuse di stalking. L'obiettivo è dimostrare che le tensioni post-rottura non configurano un reato. La strategia legale si concentra sulla dimostrazione dell'assenza di un pericolo concreto per la signora Codegoni.
La vicenda e le accuse di stalking
La vicenda giudiziaria trae origine dalle denunce presentate dalla modella Sophie Codegoni. Secondo quanto emerso dalle indagini, Basciano avrebbe posto in essere comportamenti persecutori nei suoi confronti. Questi includerebbero minacce, pedinamenti e altre condotte volte a generare ansia e paura. Le accuse parlano di «prevaricazione e aggressività verbale».
L'episodio che ha portato all'applicazione del braccialetto elettronico è stato particolarmente significativo. In un'occasione, Basciano avrebbe tentato di rimuovere il dispositivo per avvicinarsi alla ex compagna. Questo gesto è stato interpretato come un'ulteriore prova della sua ossessione e della sua incapacità di rispettare le prescrizioni legali.
La difesa di Basciano ha sempre sostenuto la sua versione dei fatti. Ha sottolineato come la fine di una relazione sentimentale possa generare forti emozioni e conflitti. Tuttavia, questi non dovrebbero essere automaticamente equiparati a condotte penalmente rilevanti come lo stalking. L'avvocato D'Erasmo ha lavorato per contestualizzare i fatti.
Ha cercato di dimostrare che non vi era un reale intento persecutorio. Ma piuttosto, una reazione esasperata a una situazione personale complessa. La vicinanza della nuova abitazione di Codegoni è stata utilizzata come prova tangibile di questa tesi. Se la modella non temesse Basciano, perché scegliere di vivere così vicino a lui?
La decisione del gup di Milano di accogliere l'istanza di revoca è un punto a favore per l'influencer. Tuttavia, il processo per stalking non è ancora concluso. Le accuse rimangono e dovranno essere valutate nel merito. La difesa continuerà a lavorare per ottenere un'assoluzione piena. La speranza è che la giustizia riconosca la sua versione dei fatti.
La cronaca milanese segue con attenzione questo caso. La figura pubblica di Alessandro Basciano, noto al grande pubblico per la sua partecipazione a programmi televisivi, rende la vicenda di particolare interesse. La modulazione delle misure cautelari riflette l'evoluzione delle indagini e delle circostanze. La giustizia milanese continua a valutare attentamente ogni elemento.
La revoca del braccialetto elettronico non significa l'archiviazione del caso. Significa che, allo stato attuale, il giudice non ritiene più sussistenti i presupposti per mantenere quella specifica misura. Le indagini proseguono e l'udienza preliminare servirà a decidere se ci sono gli estremi per un rinvio a giudizio. La parola fine sulla vicenda è ancora lontana.
L'opinione pubblica, spesso influenzata dalla narrazione mediatica, attende gli sviluppi. La vicenda solleva interrogativi sulla gestione delle relazioni post-rottura e sui confini tra conflittualità e reato. La giustizia dovrà fare chiarezza, basandosi sulle prove e sulle testimonianze raccolte.