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Un ambizioso progetto di restauro coinvolge 26 monumentali tele dedicate a San Carlo Borromeo all'interno del Duomo di Milano. L'intervento, della durata di sei anni e con un budget di 3 milioni di euro, si svolge presso il Cantiere Marmisti della Veneranda Fabbrica.

Restauro dei quadroni di San Carlo a Milano

Il Cantiere Marmisti della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano è diventato il fulcro di un importante progetto di conservazione. Qui, dove si lavora il marmo per le statue e le guglie della cattedrale, sono stati allestiti due laboratori specializzati. Questi spazi accolgono le monumentali tele dei Quadroni di San Carlo. Si tratta di una delle più significative espressioni della pittura lombarda tra il XVI e il XVII secolo. L'intervento mira a preservare questo ciclo pittorico che narra le vicende del santo patrono della città.

Le opere, custodite all'interno del Duomo, rappresentano un tassello fondamentale del Seicento lombardo. Ora necessitano di un'attenta opera di restauro. Questo recupero è reso possibile anche grazie al sostegno finanziario di Intesa Sanpaolo. Il presidente della Veneranda Fabbrica, Fedele Confalonieri, ha espresso gratitudine per il contributo dell'istituto bancario. Ha sottolineato come questo supporto sia cruciale per un'avventura di conservazione. Le tele, sebbene non sempre sotto i riflettori, sono presenti nel Duomo fin dal 1600.

Un ciclo pittorico di grandi dimensioni

Il ciclo completo è composto da 26 tele. Ognuna di queste opere d'arte misura ben 600 x 475 centimetri. Tradizionalmente, questi quadroni vengono esposti al pubblico ogni anno. L'esposizione inizia il 4 novembre, in concomitanza con la Solennità di San Carlo Borromeo, e prosegue fino all'Epifania. L'obiettivo principale del restauro è il recupero meticoloso di ogni singola tela. Si interverrà sulle problematiche del film pittorico. Queste criticità sono spesso legate al malfunzionamento dei telai originali.

Una parte integrante e fondamentale di questo progetto è la creazione di un nuovo sistema di sostegno per le tele. Questo nuovo apparato sarà progettato per garantire maggiore stabilità e preservare al meglio la materia pittorica. Il progetto di restauro è stato pianificato per una durata complessiva di sei anni. L'investimento totale stimato per portare a termine questo imponente lavoro ammonta a circa 3 milioni di euro. Una cifra significativa che testimonia l'importanza dell'operazione.

Progressivo ritorno in cattedrale

Le tele saranno gradualmente trasferite nei laboratori del Cantiere Marmisti. Verranno quindi temporaneamente sottratte all'esposizione annuale legata alla Festa di San Carlo. Il loro ritorno in Duomo avverrà solo al completamento degli interventi di restauro su ciascuna opera. La Veneranda Fabbrica del Duomo ha previsto un approccio graduale anche per il rientro delle opere in Cattedrale. Questo per esigenze tecniche legate all'avanzamento dei lavori.

Le tele restaurate potranno essere nuovamente esposte per periodi limitati. Questo avverrà man mano che le diverse fasi del complesso intervento verranno portate a termine. L'intento è quello di permettere al pubblico di ammirare progressivamente i risultati del lavoro. Si vuole così mantenere vivo il legame tra l'opera d'arte e i fedeli. Il progetto di restauro rappresenta un impegno a lungo termine. Un impegno volto a garantire la conservazione di un patrimonio artistico di inestimabile valore per le future generazioni.

Contesto storico e artistico

I Quadroni di San Carlo sono un esempio eccellente della pittura barocca lombarda. Commissionati per celebrare la figura di San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano nel XVI secolo, questi dipinti ripercorrono momenti salienti della sua vita. La sua opera pastorale e caritatevole ebbe un impatto profondo sulla città, specialmente durante la peste del 1576. Gli artisti coinvolti nella realizzazione di queste opere appartenevano alle più importanti scuole pittoriche dell'epoca. Tra questi si annoverano nomi come Camillo Procaccini, Federico Borromeo (non il cardinale, ma un pittore omonimo), Giulio Cesare Procaccini e Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone. La loro collaborazione diede vita a un ciclo unitario, nonostante le diverse personalità artistiche. Le dimensioni imponenti delle tele erano pensate per essere ammirate negli ampi spazi del Duomo, creando un forte impatto visivo e narrativo.

Il restauro attuale non è il primo intervento conservativo subito da queste opere. Nel corso dei secoli, le tele hanno affrontato diverse problematiche legate all'umidità, all'inquinamento atmosferico e al naturale deterioramento dei materiali. La scelta di allestire i laboratori all'interno del Cantiere Marmisti, un luogo storicamente legato alla manutenzione del Duomo, sottolinea la volontà di integrare il restauro con la vita operativa della Fabbrica. Questo approccio garantisce un controllo costante e una gestione efficiente del processo. La collaborazione con istituzioni come Intesa Sanpaolo è fondamentale per sostenere economicamente progetti di tale portata, che spesso eccedono le disponibilità dirette degli enti ecclesiastici.

Il progetto di restauro dei Quadroni di San Carlo si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione del patrimonio artistico del Duomo di Milano. Questo imponente edificio gotico, simbolo della città, richiede continui interventi di manutenzione e restauro per preservarne la magnificenza. Il Cantiere Marmisti, con la sua expertise nella lavorazione della pietra e nella scultura, si dimostra un luogo ideale anche per ospitare laboratori di restauro di opere pittoriche di grandi dimensioni. La complessità tecnica dell'intervento, che include la realizzazione di nuovi telai e sistemi di supporto, richiede competenze multidisciplinari. Queste competenze spaziano dalla chimica dei materiali all'ingegneria strutturale, oltre ovviamente alla conoscenza approfondita della storia dell'arte e delle tecniche pittoriche.

Il coinvolgimento della cittadinanza e dei fedeli attraverso l'esposizione annuale dei quadroni, anche durante le fasi di restauro, è un elemento chiave per mantenere vivo l'interesse e la consapevolezza del valore di questo patrimonio. La progressiva restituzione delle opere al culto e alla fruizione pubblica, man mano che vengono completate, offrirà al pubblico la possibilità di osservare da vicino i risultati del meticoloso lavoro dei restauratori. Questo permetterà di apprezzare non solo la bellezza originaria delle tele, ma anche l'efficacia degli interventi conservativi.