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La guerra in Iran ha causato un raddoppio dei nuovi residenti iraniani a Milano a marzo 2026. Contemporaneamente, si osserva un continuo esodo di cittadini ucraini verso la città.

Nuovi residenti iraniani a Milano a marzo 2026

L'impatto dei conflitti internazionali si riflette sui registri anagrafici milanesi. Si è verificato un significativo aumento dei cittadini provenienti dall'Iran. Nel solo mese di marzo 2026, il primo completo dopo l'escalation bellica del 28 febbraio, ben 71 iraniani hanno stabilito la loro residenza nel capoluogo lombardo. Questo dato rappresenta il doppio rispetto ai 35 registrati nello stesso periodo dell'anno precedente, marzo 2025.

Questi numeri evidenziano una chiara correlazione tra gli eventi geopolitici e i flussi migratori verso Milano. La città si conferma meta di accoglienza, anche in circostanze drammatiche.

Flussi migratori da aree di conflitto

Le cifre relative ad altri Paesi coinvolti o vicini alle zone di guerra mostrano dinamiche più contenute, almeno per il momento. Da Israele si contano 6 nuovi residenti a Milano, a fronte di una sola unità nel marzo 2025. Dal Libano, invece, gli arrivi sono stati 6, dato sostanzialmente stabile rispetto ai 7 dell'anno precedente.

Per quanto riguarda gli Emirati Arabi Uniti, che includono città come Abu Dhabi e Dubai, non si osserva un esodo di cittadini facoltosi verso Milano. A marzo 2026 si sono registrati 8 nuovi residenti, solo leggermente in più rispetto ai 7 del marzo 2025. Tuttavia, questa tendenza potrebbe evolvere nei prossimi mesi.

Un recente studio di Engel & Völkers con Nomisma aveva infatti segnalato un interesse crescente da parte di individui abbienti residenti negli Emirati Arabi Uniti a trasferirsi in Italia.

Prosegue l'esodo degli ucraini

Parallelamente, i dati anagrafici confermano un flusso migratorio costante dall'Ucraina verso Milano. Il Paese, teatro di conflitto con la Russia dal 2022, continua a vedere i suoi cittadini cercare rifugio in Italia. Nel marzo 2026, 40 ucraini hanno ottenuto la residenza a Milano, rispetto ai 30 registrati nel marzo 2025.

Questo dato sottolinea la persistente instabilità nella regione e la continua necessità di accoglienza per i profughi ucraini.

Milano: vocazione internazionale e solidale

L'assessora ai Servizi civici, Gaia Romani, ha commentato la situazione, sottolineando la vocazione di Milano. «Anche in questa fase storica», ha dichiarato l'assessora, «la città di Milano conferma la propria vocazione internazionale e solidale».

«L'aumento degli arrivi di cittadine e cittadini iraniani è purtroppo una conseguenza drammatica del conflitto che stanno vivendo», ha aggiunto Romani. «A loro va la nostra piena vicinanza e solidarietà». L'amministrazione si impegna a garantire percorsi di accoglienza dignitosi, grazie anche al lavoro dell'assessorato al Welfare.

L'assessora ha menzionato il Milano Welcome Center, una struttura gratuita che offre supporto e orientamento a chi fugge da contesti di guerra e povertà. «Milano continuerà a fare la propria parte, con responsabilità e umanità, nel solco dei valori che da sempre la contraddistinguono», ha concluso Gaia Romani.