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Un rabbino di 60 anni è stato vittima di un'aggressione violenta a Milano, nel quartiere Bande Nere. Tre uomini sono stati identificati e fermati dalla polizia. L'episodio ha scatenato reazioni istituzionali e comunitarie.

Aggressione a un rabbino a Milano

Un rabbino di circa 60 anni è stato violentemente aggredito nel pomeriggio a Milano. L'episodio è avvenuto nel quartiere Bande Nere, una zona vicina al quartiere ebraico. L'uomo stava semplicemente attendendo l'autobus.

I fatti si sono svolti poco prima delle 18:00. Tre individui hanno iniziato a insultare e spintonare il rabbino. Successivamente, l'aggressione è degenerata in calci, pugni e sputi. I malviventi hanno anche calpestato il cappello della vittima.

Individuati e fermati gli aggressori

La Polizia è intervenuta rapidamente. Gli agenti sono riusciti a individuare e fermare i tre responsabili poco tempo dopo l'aggressione. Per loro sono attesi provvedimenti giudiziari.

A rendere pubblica la notizia è stato Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano. Le sue parole esprimono profonda amarezza e vergogna per l'accaduto.

Meghnagi ha dichiarato: «Mi vergogno del mio Paese per quanto successo». Ha inoltre aggiunto che «una cosa così violenta non l'abbiamo mai vista».

Solidarietà istituzionale e comunitaria

L'aggressione ha suscitato una forte reazione da parte delle istituzioni. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha definito l'episodio «inquietante» e «non può essere sottovalutato».

La Russa ha sottolineato che «la violenza e l'odio antisemita non possono trovare spazio nella nostra società». Ha inoltre invocato la necessità di contrastare questi fenomeni «con fermezza».

Anche la Comunità ebraica esprime preoccupazione. Il direttore del Museo della Brigata ebraica, Davide Romano, ha parlato di un «clima velenoso».

Romano ha collegato l'episodio a un presunto aumento dell'odio antiebraico dopo il 7 ottobre 2023. Ha lanciato un appello alla politica, in particolare «a certa sinistra», per «abbassare immediatamente i toni».

La dinamica dell'aggressione

Il rabbino si trovava alla fermata dell'autobus nel tardo pomeriggio. Tre uomini, descritti da Meghnagi come «sembra di origine araba», hanno iniziato a importunarlo. Lo hanno spinto, ma il rabbino non ha reagito.

I tre hanno poi intensificato l'aggressione. «Lo hanno preso a calci e pugni», ha raccontato Meghnagi. Gli aggressori hanno strappato e calpestato il suo cappello, sputandogli addosso.

L'identificazione del rabbino è avvenuta tramite il suo abbigliamento. «Hanno riconosciuto che era ebreo da come era vestito», ha spiegato il presidente della comunità ebraica.

Le prove raccolte

Nonostante l'aggressione, il rabbino è riuscito a reagire. Ha scattato una foto e girato un video ai tre uomini mentre fuggivano. La fuga era diretta verso la stazione della metropolitana di Bande Nere.

Dopo aver documentato l'accaduto, ha contattato le forze dell'ordine. Ha sporto denuncia e si è recato in ospedale per accertamenti medici.

Contesto e preoccupazioni

L'episodio si inserisce in un contesto di tensioni. Le polemiche politiche legate alla guerra in Medio Oriente sono presenti a Milano da tempo. Un precedente si è verificato durante il corteo del 25 aprile.

In quell'occasione, la Brigata ebraica non fu ammessa a sfilare a causa di proteste da parte di gruppi pro-Palestina e di alcuni cittadini.

Meghnagi esprime preoccupazione per la sicurezza. Si chiede: «Quanto possono stare in giro per controllare che queste cose non accadano?».

Domande frequenti

Chi è stato aggredito a Milano?

Un rabbino di circa 60 anni è stato aggredito a Milano nel quartiere Bande Nere mentre attendeva l'autobus.

Cosa è successo durante l'aggressione?

Tre uomini hanno insultato, spintonato, preso a calci e pugni il rabbino, calpestato il suo cappello e gli hanno sputato addosso.

Sono stati presi i responsabili?

Sì, la Polizia ha individuato e fermato i tre aggressori poco dopo l'episodio.