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Un intervento pionieristico al Niguarda

Milano – Una dodicenne, nata con una grave malformazione polmonare congenita, ha ritrovato una vita normale grazie a un intervento chirurgico all’avanguardia. L’operazione, eseguita presso l’Ospedale Niguarda di Milano, ha visto l’inserimento di una protesi nel torace per correggere una rara complicanza.

La giovane paziente aveva subito l’asportazione completa del polmone destro nelle prime ore di vita. Per anni ha condotto un’esistenza discreta, ma intorno ai 12 anni ha iniziato a manifestare serie difficoltà respiratorie. Anche semplici attività come salire le scale sono diventate estremamente faticose.

La sindrome post-pneumonectomia

La causa del peggioramento delle condizioni respiratorie è stata identificata nella sindrome post-pneumonectomia. Questa rara complicanza si verifica quando, dopo l’asportazione di un polmone, gli organi interni del torace tendono a spostarsi nello spazio vuoto. Nel caso della ragazza, il polmone sinistro si era espanso, mentre cuore, trachea e bronco si erano dislocati.

Questo spostamento ha causato una progressiva compressione e deformazione delle vie aeree rimanenti. La capacità respiratoria si è ridotta drasticamente, compromettendo la possibilità di svolgere attività quotidiane e compromettendo la qualità della vita.

Un approccio multidisciplinare

Affrontare una condizione così complessa ha richiesto un’équipe multidisciplinare di specialisti del Niguarda. Chirurghi toracici, chirurghi plastici, anestesisti e radiologi hanno collaborato strettamente. Hanno studiato a fondo la situazione per definire la strategia chirurgica più efficace.

L’esperienza del Kites Center dell’ospedale, dedicato alle patologie congenite delle vie aeree nei bambini, è stata fondamentale. La letteratura scientifica internazionale riporta pochissimi casi simili, circa una cinquantina a livello globale. L’obiettivo primario dell’intervento era riallineare gli organi toracici e liberare le vie aeree.

Protesi su misura per un caso unico

Per ripristinare lo spazio toracico e sostenere gli organi, sono state utilizzate protesi adattate alle specifiche esigenze della paziente. Non esistendo dispositivi standard per questa rara complicanza, i chirurghi hanno optato per una protesi mammaria, modificandola per l’uso. Il contributo del chirurgo plastico è stato cruciale in questa fase.

L’intervento, durato diverse ore, ha permesso di riposizionare gli organi e garantire un migliore flusso d’aria al polmone sinistro. La paziente è stata dimessa pochi giorni dopo l’operazione.

Un ritorno alla normalità e prospettive future

I risultati dell’intervento sono stati immediati e incoraggianti. A un mese dall’operazione, la ragazza è tornata a salire le scale di casa e ha potuto partecipare al concerto della sua band preferita. I controlli successivi hanno confermato un decorso clinico stabile e positivo.

Il dottor Francesco Macchini, direttore della Chirurgia pediatrica del Niguarda, ha espresso grande soddisfazione: «Vedere la felicità della ragazza e dei suoi genitori è la soddisfazione più grande per noi». L’esperienza del Niguarda potrebbe offrire nuove prospettive terapeutiche a livello internazionale.

La condivisione di questo percorso clinico con la comunità scientifica potrebbe aiutare altri specialisti ad affrontare patologie simili, offrendo speranza a pazienti con condizioni rare ma invalidanti. La giovane paziente ha dimostrato una notevole resilienza, tornando a una vita attiva e piena.