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A dieci anni dalla morte di Giulio Regeni, l'Università Statale di Milano ospita la proiezione del documentario a lui dedicato. La madre Paola Deffendi esprime delusione per il mancato sostegno pubblico al film, sottolineando le ingiustizie subite dalla famiglia.

Proiezione speciale alla Statale di Milano

L'Università Statale di Milano ha ospitato una proiezione speciale del documentario "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo". L'evento segna l'inizio di una serie di iniziative in tutta Italia. L'ateneo milanese organizza questa serie di proiezioni. Fa parte dell'iniziativa "Le Università per Giulio Regeni".

Questa campagna è promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo. La scienziata è affiliata alla Statale di Milano. L'iniziativa ricorda il giovane ricercatore scomparso in Egitto. Sono accusati agenti della sicurezza egiziana per il suo omicidio. L'evento si è svolto nell'aula magna dell'università.

Le parole della madre Paola Deffendi

Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni, ha parlato dal palco dell'Università Statale di Milano. Ha dichiarato che è stato difficile far comprendere che Giulio fosse un ricercatore. Ora, finalmente, Giulio e la sua passione sono riconosciuti. La madre ha commentato il rifiuto del Ministero della Cultura di finanziare il film.

«A queste ingiustizie ci siamo abituati da dieci anni», ha affermato Paola Deffendi. La famiglia era a conoscenza della richiesta di fondi. Il dispiacere maggiore è stato per chi ha investito nel progetto. Hanno messo cuore, anima e testa nel documentario. La madre ha espresso il suo rammarico per loro.

Il padre Claudio Regeni e la senatrice Cattaneo

Anche il padre del ricercatore, Claudio Regeni, ha preso la parola. Ha sottolineato come molte persone si siano immedesimate in Giulio. Lo vedono come un giovane appassionato. Ha evidenziato i progressi compiuti in questi anni. Progressi che nemmeno loro avrebbero immaginato. La senatrice Elena Cattaneo ha definito la Statale di Milano il luogo ideale per presentare il documentario. Ha lodato la serietà dello studio di Giulio.

La senatrice Cattaneo ha aggiunto che l'iniziativa coinvolge 76 università. Questo dimostra quanto sia incomprensibile il mancato riconoscimento del valore culturale del film. La sua esclusione dai finanziamenti pubblici è stata criticata. La senatrice ha menzionato le dimissioni di alcuni membri della commissione ministeriale. Questo, secondo lei, prova che qualcosa di distorto è accaduto.

L'avvocato Alessandra Ballerini e la rettrice Brambilla

L'avvocato della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, ha definito questo periodo "la battuta finale di un percorso a ostacoli". Ha evidenziato che, a dieci anni dalla morte, manca ancora una verità processuale. Il processo è stato squilibrato. La famiglia della vittima ha dovuto sostenere tutte le spese. I consulenti della difesa, invece, non hanno avuto lo stesso onere. La rettrice dell'Università Statale di Milano, Marina Brambilla, si è detta orgogliosa. È fiera che l'iniziativa parta dal suo ateneo. Ha sottolineato che Giulio, come ricercatore, avrebbe dovuto essere tutelato.

Il documentario e il suo percorso

Emanuele Cava, tra gli autori del documentario, ha spiegato la sua realizzazione. Il film è composto da "pochi ingredienti". Non ci sono state influenze esterne. Questo ha creato un'alchimia tra racconto e storia. Il documentario è nato quattro anni fa. Gli autori hanno capito subito che non sarebbe stato facile realizzarlo. Hanno trovato una formula che ha convinto sia loro sia la famiglia Regeni.