La Procura di Milano ha concluso la requisitoria nel processo sulla Torre Milano, chiedendo 8 condanne e la confisca dell'edificio di 24 piani. L'accusa parla di "enorme abuso edilizio" e lottizzazione abusiva.
Abuso edilizio e lottizzazione abusiva a Milano
La Torre Milano, situata in via Stresa, è stata definita dalla Procura un "enorme abuso". La richiesta di condanne arriva dopo la requisitoria del pm Marina Petruzzella. Le accuse si concentrano su dirigenti comunali, funzionari, architetti e imprenditori. Si ipotizza che agissero con un senso di "impunità", senza timore di controlli giudiziari.
La procura ha sollecitato 8 condanne, con pene massime di 2 anni e 4 mesi. Sono state richieste anche ammende per un totale di quasi 330mila euro. Il processo riguarda i reati di abuso edilizio e lottizzazione abusiva. È stata inoltre avanzata la proposta di confisca dell'immobile.
La Torre Milano al centro di un maxi-processo
La confisca potrebbe concretizzarsi in caso di condanne definitive. L'edificio in questione è un grattacielo di 24 piani, alto 82 metri, situato nel quartiere della Maggiolina. Attualmente, la torre ospita circa 200 residenti. Questo processo rappresenta un momento cruciale per l'indagine più ampia sulla gestione dell'urbanistica a Milano.
Le contestazioni mosse sono simili a quelle di altri numerosi casi. Si parla di nuove costruzioni mascherate da ristrutturazioni tramite SCIA. Questo sarebbe avvenuto senza piani attuativi che prevedessero servizi adeguati. L'obiettivo era sostenere l'impatto di nuovi residenti in zone già molto popolate. Si ipotizza anche una riduzione degli oneri di urbanizzazione a favore del Comune.
Le difese e le richieste di risarcimento
L'avvocato Michele Bencini, legale di Stefano Rusconi, imprenditore imputato, ha definito la richiesta di confisca un "paradosso". Ha sottolineato come si chieda la sottrazione di case a chi le ha acquistate prima dell'indagine. Questo avviene nonostante il Comune rivendichi la regolarità dei titoli edilizi. Le difese hanno iniziato i loro interventi, chiedendo l'assoluzione degli imputati.
Una residente della zona, costituita parte civile con l'avvocata Antonella Forloni, ha richiesto un risarcimento di 135mila euro. Le richieste riguardano danni patrimoniali e non patrimoniali. Tra questi, la perdita di luce, aria e valore del suo appartamento. Il suo legale ha evidenziato come, al momento del rilascio della SCIA, "nessuno in Comune ha avuto paura della firma".
Le pene richieste per gli imputati
Il pm Petruzzella ha richiesto pene specifiche per i reati contravvenzionali. Per l'ex dirigente comunale Giovanni Oggioni, i costruttori Stefano e Carlo Rusconi, l'architetto Gianni Maria Beretta e l'ex dirigente Franco Zinna, sono stati chiesti 2 anni e 4 mesi di arresto e 50mila euro di ammenda. Queste pene sono le più alte.
Per Francesco Mario Carrillo e Maria Chiara Femminis, ex funzionari dello Sportello unico edilizia, sono stati richiesti 2 anni di arresto e 30mila euro di ammenda. Infine, per Pietro Ghelfi, anch'egli ex funzionario, la richiesta è di un anno di arresto e 16mila euro di ammenda. Il pm ha parlato di "funzionari dello Stato" che hanno agito con "noncuranza dell’interesse pubblico".