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La Procura di Milano ha richiesto il rinvio a giudizio per Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano. Contestualmente, sono stati notificati 81 nuovi avvisi di conclusione indagini nell'ambito del caso Equalize, riguardante presunte attività di cyber-spionaggio e dossieraggio illegale.

Richiesta di processo per Enrico Pazzali

La Procura di Milano ha formalmente chiesto il processo per Enrico Pazzali. L'ex presidente di Fondazione Fiera Milano è accusato di associazione per delinquere. Le accuse riguardano anche altri reati legati al caso Equalize. Si ipotizzano presunte attività di cyber-spie. Sono emersi anche accessi abusivi a banche dati.

I magistrati Francesco De Tommasi e Eugenio Fusco hanno presentato la richiesta. Pazzali era anche il titolare dell'agenzia investigativa Equalize. L'indagine si concentra su presunte attività illecite. Queste includono dossieraggi e accessi non autorizzati a informazioni riservate.

La richiesta di processo segna un passo importante. Le indagini hanno coinvolto diversi aspetti dell'operatività dell'agenzia. Si ipotizza un'organizzazione dedita alla raccolta e vendita di dati sensibili. La posizione di Pazzali è centrale in questa vicenda giudiziaria.

Ottantuno nuovi indagati nel caso Equalize

Parallelamente alla richiesta per Pazzali, è in corso la notifica di un ulteriore avviso di conclusione delle indagini. Questo riguarda ben 81 persone. Gli indagati sono accusati a vario titolo. Le imputazioni includono associazione per delinquere. Vi sono anche intercettazioni illegali e intrusione in sistemi informatici.

Sono contestati anche reati come corruzione per la cessione di dati riservati. Infine, viene ipotizzata la calunnia. I fatti oggetto di queste nuove indagini sono collegati a precedenti provvedimenti. Erano state già emesse ordinanze cautelari. Queste riguardavano soggetti ritenuti parte dell'organizzazione.

L'ampio numero di nuovi indagati evidenzia la complessità dell'inchiesta. L'operatività dell'agenzia sembra aver coinvolto numerose persone. Le accuse spaziano su diversi fronti investigativi. La Procura mira a ricostruire l'intera rete di presunte attività illecite.

Il primo filone d'indagine e le difese

Secondo gli inquirenti, l'agenzia Equalize avrebbe sfruttato accessi non autorizzati a banche dati riservate. Questo sarebbe avvenuto anche tramite Carmine Gallo. Gallo era un ex superpoliziotto, deceduto nel marzo 2025. Tra le banche dati violate figurano quelle del Ministero dell'Interno. Si trattava di dati estremamente sensibili.

L'obiettivo era raccogliere informazioni su figure di spicco della società italiana. Questi dati venivano poi venduti ai clienti. Si parla di profitti nell'ordine di milioni di euro. L'indagine mira a quantificare l'entità di questi guadagni illeciti.

Lo scorso ottobre, Enrico Pazzali era stato interrogato dal pm Francesco De Tommasi. L'ex manager ha ribadito la sua posizione. Ha dichiarato di essere stato tenuto all'oscuro delle attività illecite. Secondo Pazzali, gli accessi abusivi avvenivano a sua insaputa. Ha citato le manovre dell'ex poliziotto Carmine Gallo e dell'informatico Nunzio Samuele Calamucci.

La difesa di Pazzali, affidata all'avvocato Federico Cecconi, ha sempre sostenuto la sua innocenza. L'ex presidente ha proclamato la sua estraneità ai fatti. Ha affermato di non aver mai richiesto report illegali. La sua versione è che il business di Equalize si basasse su relazioni legali e reputazionali. Ha negato di aver mai ordinato indagini illecite su figure politiche o istituzionali. Tra queste, ha menzionato il presidente del Senato Ignazio La Russa e sua figlia, oltre a Daniela Santanchè. Pazzali ha anche chiarito i suoi rapporti con vertici istituzionali e delle forze dell'ordine. Li ha sempre inquadrati in un ambito di piena legalità.

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