Cronaca

Milano: processo per l'omicidio di Terry Meneghetti, figlia non perdona

20 marzo 2026, 18:51 5 min di lettura
Milano: processo per l'omicidio di Terry Meneghetti, figlia non perdona Immagine generata con AI Milano
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A Milano è iniziato il processo per l'omicidio di Terry Meneghetti, avvenuto nel maggio 2026. Il giovane assassino, all'epoca 15enne, affronta accuse pesanti tra cui la premeditazione. La figlia della vittima, Silvia Bindella, esprime dolore ma ferma determinazione nel chiedere giustizia.

Inizia il processo per l'omicidio di Terry Meneghetti a Milano

Le porte del Tribunale per i minorenni di Milano si sono aperte per un caso che ha scosso la comunità. È iniziato il processo contro il giovane accusato di aver ucciso Terry Meneghetti. L'anziana donna, nota nel quartiere come "Terry", fu aggredita mortalmente nella sua abitazione in via Verro. L'omicidio avvenne il 14 maggio 2026.

Fuori dal tribunale, un presidio ha voluto testimoniare vicinanza alla vittima. Cartelli con slogan come “Giustizia per Terry” e “Vittime abbandonate” hanno sottolineato il sentire di molti cittadini. La figlia della signora Meneghetti, Silvia Bindella, era presente in aula. Ha ascoltato attentamente l'interrogatorio del giovane imputato.

Il ragazzo, identificato come M.S., all'epoca dei fatti aveva solo 15 anni. Ora, a processo con rito abbreviato, deve rispondere di accuse gravissime. La Procura minorile ha contestato diversi capi d'accusa. Tra questi spiccano l'aggravante dei futili motivi e l'aver approfittato delle condizioni della vittima. L'età avanzata di Terry Meneghetti ha reso più facile l'aggressione.

Contestata la premeditazione all'assassino 16enne

La contestazione più pesante riguarda la premeditazione. Gli inquirenti ritengono che il giovane abbia pianificato l'omicidio. Terry Meneghetti non era una sconosciuta per lui. Il ragazzo, in passato, aveva abitato nello stesso condominio della signora. Questa vicinanza potrebbe aver facilitato la sua conoscenza delle abitudini della vittima.

Le indagini hanno rivelato dettagli agghiaccianti. Il giovane è accusato anche di violazione di domicilio. Si sarebbe introdotto nel condominio utilizzando un codice segreto. Successivamente, si sarebbe appostato sul pianerottolo. Ha atteso il rientro a casa dell'anziana donna. Una volta dentro l'appartamento, l'ha aggredita brutalmente.

Le modalità dell'aggressione sono state cruente. La vittima è stata strangolata. Ha subito colpi con una lampada. Dopo aver commesso il delitto, il ragazzo è tornato a casa. Lì ha confessato tutto alla madre. Quest'ultima ha immediatamente allertato le forze dell'ordine, chiamando il 112. Elementi come questi, uniti a presunti sopralluoghi nei giorni precedenti, hanno rafforzato l'ipotesi della premeditazione.

I futili motivi dietro il terribile gesto

Ma quali sono stati i motivi che hanno spinto un ragazzo così giovane a compiere un atto così efferato? Le dichiarazioni rese in aula dal giovane imputato puntano a un risentimento profondo. Sarebbe stato mosso da un assurdo “rancore”, legato a un episodio accaduto in passato. Il giovane ha spiegato che, dopo aver litigato con sua madre, Terry Meneghetti si era rifiutata di ospitarlo.

La vittima non gli avrebbe permesso di dormire in casa sua. Inoltre, non gli avrebbe consentito di caricare il suo cellulare. Questo rifiuto, percepito come una mancanza di aiuto in un momento di difficoltà, avrebbe generato un risentimento tale da sfociare nell'omicidio. Un movente apparentemente sproporzionato rispetto alla gravità del crimine commesso.

Nonostante la giovane età, il ragazzo è stato ritenuto capace di intendere e di volere. In aula, M.S. ha ammesso le sue responsabilità. Ha ricostruito lucidamente i fatti, confermando le circostanze già emerse durante le indagini preliminari. La sua confessione in aula rappresenta un passaggio cruciale per il prosieguo del processo.

La figlia Silvia Bindella: "Nessun perdono per l'assassino di mia madre"

Per Silvia Bindella, ascoltare la ricostruzione del delitto commesso da chi ha spezzato la vita di sua madre è stato un momento estremamente difficile. «È stato doloroso ma necessario», ha dichiarato. La sua presenza costante in tribunale testimonia la sua volontà di arrivare fino in fondo. Vuole assistere a ogni fase del processo.

La sua determinazione è incrollabile. «Non voglio neanche sentir parlare di scuse e di pentimenti», ha affermato con fermezza. «Io non perdono». Silvia Bindella è convinta della piena consapevolezza del giovane assassino. «Era consapevole di quello che stava facendo», ha aggiunto. La sua priorità ora è guardare avanti.

«Ora voglio andare avanti a credere nella giustizia», ha proseguito. Dalla tragedia subita, Silvia Bindella intende far nascere un progetto concreto. «Da questo male che abbiamo subito nascerà un progetto per tutelare le vittime», ha concluso. Un'iniziativa volta ad aiutare coloro che, come lei e la sua famiglia, si trovano a dover affrontare il sistema giudiziario senza un'adeguata assistenza.

Il percorso giudiziario e le prossime tappe

L'avvocata Cristina Perozzi, che assiste i due figli di Terry Meneghetti, ha sottolineato l'importanza di dare voce alle vittime. «Crediamo che sia importante dare voce alle vittime», ha spiegato. Ha evidenziato come il processo penale sia spesso focalizzato sull'imputato. Ha citato anche la Cedu, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Quest'ultima ha già condannato l'Italia in diverse occasioni per la mancata tutela delle vittime di reato.

Il percorso giudiziario proseguirà con tappe definite. Per il prossimo 24 aprile è prevista la requisitoria del pubblico ministero. Seguirà l'intervento della difesa. La sentenza, che potrebbe chiudere questo doloroso capitolo, è attesa per il 15 giugno. Una data che cade a poco più di un anno dalla tragica scomparsa di Terry Meneghetti.

La comunità di Milano attende con apprensione l'esito di questo processo. La vicenda di Terry Meneghetti solleva interrogativi importanti sulla giustizia minorile e sulla protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione. La ferma posizione della figlia Silvia Bindella rappresenta un monito e un esempio di resilienza di fronte all'orrore.

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