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Milano si prepara a diventare pioniera in Italia con l'introduzione delle prime strade ciclabili. Il progetto, in fase di definizione con il Ministero, prevede la trasformazione di quattro controviali in aree prioritarie per i ciclisti, con limiti di velocità ridotti per aumentare la sicurezza.

Nuove strade ciclabili a Milano

Milano potrebbe presto vantare il primato di essere la prima città italiana a introdurre il concetto di "strada ciclabile". L'assessorato comunale alla Mobilità ha individuato quattro controviali come potenziali siti per questa sperimentazione innovativa. Questi percorsi, attualmente pensati per il traffico automobilistico, sono situati in corso Sempione, viale Certosa, viale Fulvio Testi e viale delle Regioni. La scelta è strategica: si tratta di arterie che affiancano grandi vie di scorrimento, ma che potrebbero essere riconvertite per dare priorità a chi si muove su due ruote.

L'iniziativa è in attesa del via libera definitivo, che dipende dal dialogo in corso tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l'amministrazione comunale. Se approvato, questo progetto segnerebbe un passo importante verso una mobilità urbana più sostenibile e sicura per i ciclisti.

Il progetto Möves e la nuova mobilità

Il piano per la trasformazione di questi controviali è stato illustrato da Nicola Nicoliello, responsabile dell'Unità attuativa della ciclabilità. L'annuncio è avvenuto durante la presentazione di Möves, un percorso partecipato volto a definire le strategie per lo sviluppo della mobilità pedonale e ciclistica in città. Le linee guida di questo piano sono state delineate dal sindaco Giuseppe Sala e dagli assessori Arianna Censi (Mobilità), Marco Granelli (Opere pubbliche), Marco Mazzei (Spazio pubblico), Gaia Romani (Quartieri e Partecipazione), oltre allo stesso Nicoliello.

Il progetto Möves mira a ripensare gli spazi urbani, privilegiando forme di mobilità più ecologiche e salutari. La creazione di strade ciclabili rientra in questa visione più ampia di una città a misura di cittadino.

La formula della strada ciclabile

La "strada ciclabile" rappresenta una soluzione intermedia tra la strada tradizionale e la pista ciclabile dedicata. Si tratta di uno spazio condiviso, percorribile sia da auto che da biciclette, ma con una gerarchia invertita. In queste strade, le biciclette diventano il fulcro, con precedenze, limiti di velocità e segnaletica studiati per garantire loro la priorità. Come spiegato da Nicoliello, questa formula è particolarmente adatta ai controviali, spesso caratterizzati da carreggiate più strette.

Il limite di velocità previsto è di 30 chilometri orari, un dato confermato dal Ministero dei Trasporti come misura chiave per incrementare la sicurezza dei ciclisti. Questa riduzione della velocità ha benefici che vanno oltre la protezione dei ciclisti, estendendosi a tutti gli utenti della strada.

Sicurezza e benefici della mobilità ciclistica

L'abbassamento dei limiti di velocità a 30 km/h è strettamente correlato all'aumento della sicurezza stradale generale. Nicoliello sottolinea come le probabilità di sopravvivenza di un pedone in caso di impatto siano quasi del 100% a quella velocità, dimezzandosi a 50 km/h. Inoltre, i dati del piano evidenziano come, nelle ore di punta, la bicicletta consenta spostamenti più rapidi rispetto all'automobile, con velocità medie urbane che variano tra i 17 e i 24 km/h per le bici, contro i 17 km/h delle auto.

L'utilizzo della bicicletta non è solo più economico, ma porta anche significativi benefici per la salute. Secondo il documento di sintesi, 20 minuti di bicicletta al giorno possono ridurre del 10% il rischio di mortalità. Si registrano inoltre riduzioni del 50% nel rischio di malattie cardiovascolari e diabete negli adulti, e del 30% nel rischio di sviluppare ipertensione. Questi vantaggi confermano l'importanza di promuovere la mobilità ciclistica.