Un agente di polizia è sotto inchiesta per omicidio e estorsione a Milano. Testimoni lo accusano di aver preteso fino a 4.000 euro al giorno da spacciatori, oltre a droga. L'udienza è stata rinviata.
Accuse di estorsione e omicidio a Milano
Emergono dettagli inquietanti da un'inchiesta giudiziaria che coinvolge un agente di polizia. Le dichiarazioni di alcuni testimoni dipingono un quadro grave. Si parla di presunte estorsioni quotidiane ai danni di spacciatori. L'agente è Carmelo Cinturrino. Le accuse includono anche l'omicidio di un pusher, Abderrahim Mansouri. I verbali dell'indagine rivelano un presunto sistema di tangenti.
Secondo quanto riferito da un giovane testimone, l'agente avrebbe imposto un vero e proprio regime di pizzo. La vittima, Mansouri, pagava regolarmente una somma. Si trattava di 200 euro e 5 grammi di cocaina al giorno. Questo per poter operare indisturbato. Ma le richieste dell'agente non si sarebbero fermate qui. Il testimone riporta che Cinturrino affermava di essere lui a comandare. Pretendeva quindi somme maggiori. L'accusa sostiene che queste attività illecite fruttassero fino a 4.000 euro giornalieri.
Metodi intimidatori e violenza
Le deposizioni dei testimoni descrivono anche metodi intimidatori. In un'occasione, l'agente sarebbe entrato nel bosco di Rogoredo. Era accompagnato da altre quattro persone. Tutti indossavano abiti scuri e avevano i volti coperti. Durante questo episodio, Cinturrino avrebbe sparato un colpo di pistola in aria. Lo scopo era ribadire il proprio controllo sul territorio. Questi fatti si aggiungono a una lunga lista di reati contestati.
Oltre all'omicidio volontario, l'agente deve rispondere di rapina. Sono incluse anche accuse di spaccio di droga, estorsione, concussione e falso. La gestione della piazza di spaccio sembra essere stata profondamente compromessa. Le azioni dell'agente avrebbero creato un clima di terrore. La sua posizione sembra essere sempre più compromessa dalle testimonianze raccolte.
Rinvio dell'udienza e questioni procedurali
L'udienza preliminare prevista davanti al giudice per le indagini preliminari, Domenico Santoro, è stata posticipata. La nuova data fissata è il 10 aprile. Il rinvio si è reso necessario per la mancata presentazione di alcuni documenti. La Procura non li aveva ancora depositati alle parti. Durante la precedente udienza, sono emerse diverse questioni preliminari. Le difese degli agenti indagati e della vittima si sono confrontate.
Il giudice ha respinto una questione di legittimità costituzionale. Ha inoltre deciso di riservarsi sulla richiesta di perizia psichiatrica. Questa perizia era stata avanzata dai legali di Cinturrino. L'obiettivo era valutare l'attendibilità dei testimoni. Tra pochi giorni, i testimoni dovranno confermare le loro pesanti accuse. Saranno sentiti dal pubblico ministero Giovanni Tarzia. Dovranno ricostruire i fatti che delineano una gestione criminale di una delle piazze di spaccio più note d'Europa.
Domande frequenti
Chi è stato accusato nell'indagine di Milano?
Quali sono le accuse principali contro l'agente di polizia a Milano?