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Milano saluta Carlo Monguzzi, figura di spicco della politica locale e strenuo difensore dell'ambiente. La sua lunga carriera è stata segnata da battaglie significative per la città.

L'impegno politico e le battaglie ambientali

La città di Milano piange la scomparsa di Carlo Monguzzi, venuto a mancare all'età di 74 anni. Storico esponente di Europa Verde e ambientalista di lungo corso, Monguzzi è stato un consigliere comunale noto per il suo profondo impegno pubblico. La sua ultima battaglia è stata dedicata all'intitolazione di una strada, l'ex via Micene nel quartiere San Siro, all'anarchico Pino Pinelli. La notizia della sua morte, avvenuta a causa di una grave malattia, ha destato profondo cordoglio nel panorama politico milanese.

Monguzzi combatteva da tempo contro un mesotelioma da amianto. Era ricoverato presso l'Istituto dei Tumori di Milano dallo scorso marzo. La sua condizione si era aggravata nelle ultime settimane, portando alla sua scomparsa. Era stato eletto consigliere comunale nel 2021, entrando a far parte della maggioranza.

Un ingegnere con la passione per la politica

Nato a Milano il 18 settembre 1951, Carlo Monguzzi possedeva una solida formazione accademica, avendo conseguito la laurea in Ingegneria chimica. Successivamente, ha intrapreso la carriera di insegnante di matematica. Tuttavia, la sua vera vocazione è sempre stata la politica. Negli anni '70 ha partecipato attivamente al Movimento studentesco.

Negli anni '80, ha contribuito alla fondazione di Legambiente, ricoprendo anche il ruolo di presidente regionale in Lombardia. Ha inoltre co-fondato l'associazione Mondo Gatto. La sua dedizione alla causa ambientale si è estesa anche alla scrittura, essendo co-autore dei libri “Illusione nucleare” e “Ambientalismo sostenibile”. Ha sempre sostenuto con fermezza le posizioni della sinistra ambientalista.

Le iniziative per la raccolta differenziata e contro lo smog

La carriera politica di Monguzzi lo ha visto ricoprire la carica di consigliere regionale in Lombardia per diverse legislature, a partire dal 1990. Tra il 1993 e il 1994, ha assunto il ruolo di assessore regionale all'Ambiente ed energia. Durante il suo mandato, ha promosso la prima legge regionale sulla raccolta differenziata dei rifiuti e il primo Piano Aria volto a contrastare l'inquinamento atmosferico.

Ha proseguito il suo impegno battendosi contro il traffico illecito di rifiuti, l'abbattimento degli alberi, la caccia e la cementificazione del territorio. Ha sempre sostenuto la trasparenza e l'onestà nella gestione della cosa pubblica. È stato rieletto consigliere regionale nel 1995, 2000 e 2005.

La battaglia per San Siro e le critiche a Sala

Nel 2011, Monguzzi è stato eletto consigliere comunale a Milano, sostenendo la candidatura di Giuliano Pisapia. Nel 2021, è tornato in Consiglio Comunale come consigliere di maggioranza nella giunta guidata da Giuseppe Sala. Nonostante facesse parte della maggioranza, ha espresso spesso critiche nei confronti del sindaco, in particolare riguardo alla decisione di vendere lo stadio di San Siro e alle politiche ambientali della città.

Il suo appellativo costante rivolto al sindaco, «caro Beppe», era un invito a un cambio di rotta su temi cruciali come ambiente, mobilità e urbanistica. Monguzzi temeva che tali politiche potessero favorire la destra. Queste posizioni hanno creato attriti all'interno del gruppo di Europa Verde, portando a un avvicendamento alla guida del gruppo. Dopo l'approvazione della vendita di San Siro a fine settembre 2025, si era dimesso da presidente della commissione mobilità e ambiente, abbandonando la maggioranza.

L'intitolazione a Pinelli e la questione Gaza

Una delle sue ultime battaglie è stata l'intitolazione di una via a Pino Pinelli, ordine del giorno approvato dalla giunta Sala. Purtroppo, a causa della malattia, Monguzzi non ha potuto partecipare alla cerimonia di intitolazione. Un'altra sua recente iniziativa è stata la richiesta di sospendere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, a causa della guerra a Gaza, definita da lui un genocidio. La sua proposta ha riacceso il dibattito, con il sindaco Sala che ha annunciato una decisione a breve.

Il commosso addio della moglie e del sindaco

La scomparsa di Carlo Monguzzi è stata annunciata dalla moglie Silvia, con cui si era sposato nel 2021. Con un toccante post su Facebook, ha scritto: «Amore mio ora sei libero. Carlo non c'è più. Un uomo perbene, libero e coraggioso». Ha espresso gratitudine per il tempo condiviso e il senso di smarrimento per la sua perdita. Ha ricordato la sua forza, solidità, delicatezza e gentilezza.

Anche il sindaco Giuseppe Sala ha espresso il suo cordoglio: «Se ne è andato Carlo Monguzzi, se ne è andato un lottatore». Ha sottolineato il rispetto reciproco nonostante le divergenze politiche. Sala ha ricordato di aver celebrato il suo matrimonio e il modo unico in cui Monguzzi si rivolgeva a lui in aula, chiamandolo «Beppe». Ha menzionato un ultimo incontro nel suo ufficio, conclusosi con un abbraccio, e ha espresso il suo cordoglio: «Riposa in pace, caro Carlo».

Il cordoglio di Majorino, Salvini e Forza Italia

Pierfrancesco Majorino, consigliere regionale del Partito Democratico, ha ricordato Monguzzi come «un uomo perbene e un grande compagno», sottolineando la sua costante lotta, il suo spirito ironico e la sua determinazione. Ha affermato che la sua mancanza si farà sentire profondamente.

Anche figure politiche di schieramenti opposti hanno espresso il loro dispiacere. Il ministro Matteo Salvini ha definito Monguzzi «un galantuomo» e «una persona perbene che amava Milano». Luca Bernardo, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino, ha riconosciuto la sua importanza nella politica milanese, porgendo le condoglianze alla famiglia.