Il sostituto procuratore generale di Milano, Gaetano Brusa, esprime profonda sorpresa per la gestione della pratica di grazia di Nicole Minetti, dichiarando che in 40 anni di carriera non ha mai riscontrato una situazione analoga.
Brusa: "fascicolo completo" per grazia Minetti
Il magistrato Gaetano Brusa, sostituto pg a Milano, ha voluto chiarire la sua posizione. Ha sottolineato l'importanza di un controllo rigoroso su ogni pratica. Ha affermato che questa è la prima volta in 40 anni di professione che si trova di fronte a una situazione del genere. Non intende sentirsi ingannato né accusato di aver agito in modo superficiale.
Il suo parere favorevole alla richiesta di grazia, poi concessa dal Quirinale a Nicole Minetti, si basava su approfondimenti richiesti dal Ministero della Giustizia. Tali verifiche non prevedevano rogatorie internazionali. Il fascicolo era stato trasmesso agli uffici competenti prima di giungere al Quirinale.
Magistrato vicino alla pensione
Gaetano Brusa è un magistrato con una lunga carriera alle spalle, prossimo alla pensione. La sua dichiarazione evidenzia la particolarità del caso Minetti. Ha gestito centinaia di richieste di grazia nel corso degli anni. Per lui, il fascicolo in questione appariva completo.
Ha ribadito la sua intenzione di approfondire la vicenda. Intende farlo nei limiti previsti dal procedimento di grazia. I temi centrali restano quelli umanitari e la valutazione della personalità del richiedente. La sua esperienza pluridecennale rende ancora più significativa la sua reazione.
Sorpresa per la gestione della pratica
Il sostituto pg ha manifestato stupore per gli sviluppi successivi alla sua valutazione. Non si aspettava una tale complessità o delle problematiche non emerse durante l'istruttoria. La sua professionalità lo spinge a voler comprendere appieno le dinamiche che hanno caratterizzato questo caso specifico. La sua frase «non mi va di pensare di essere stato preso in giro» riflette un senso di incredulità.
La procedura di grazia, pur avendo margini di discrezionalità, richiede un'analisi attenta. Brusa ritiene di aver agito secondo i dettami della legge. La sua esperienza gli permette di confrontare questo caso con innumerevoli altri. La sua dichiarazione serve a tutelare la sua reputazione professionale. Vuole anche assicurare la correttezza del suo operato in una vicenda che ha suscitato notevole interesse.
Il ruolo del Ministero della Giustizia
Le verifiche effettuate per la grazia di Nicole Minetti sono state condotte secondo le indicazioni del Ministero della Giustizia. Queste procedure standard non includevano la necessità di rogatorie internazionali. Il fascicolo, una volta ritenuto completo dal sostituto pg Brusa, è stato trasmesso per le successive valutazioni.
La sua affermazione che «a mio avviso il fascicolo era completo» sottolinea la sua convinzione sulla regolarità della documentazione presentata. La sua volontà di «andare fino in fondo» indica una determinazione a non lasciare nulla di intentato. Vuole comprendere ogni aspetto, pur nel rispetto delle procedure specifiche per le grazie presidenziali.