Cronaca

Milano: perizia conferma capacità di intendere e volere per l'omicida

11 marzo 2026, 18:31 2 min di lettura
Milano: perizia conferma capacità di intendere e volere per l'omicida Immagine da Wikimedia Commons Milano
AD: article-top (horizontal)

Perizia psichiatrica su Luigi Morcaldi

Una perizia disposta dal giudice per le indagini preliminari di Milano ha stabilito che Luigi Morcaldi, 64 anni, era pienamente capace di intendere e volere al momento dell'omicidio di Luciana Ronchi. L'uomo è accusato di aver ucciso l'ex compagna con numerose coltellate lo scorso 22 ottobre in via Grassini, nel quartiere Bruzzano.

La valutazione psichiatrica è stata richiesta dai pubblici ministeri Giovanni Tarzia e Leonardo Lesti, i quali stanno conducendo le indagini per omicidio aggravato dal vincolo affettivo. La conclusione della perizia rappresenta un passaggio cruciale per il prosieguo dell'iter giudiziario.

Le dichiarazioni dell'imputato

Dopo il suo arresto, Luigi Morcaldi aveva dichiarato che la sua intenzione non era quella di uccidere Luciana Ronchi, ma unicamente di spaventarla. Durante l'interrogatorio, l'uomo aveva fornito una versione dei fatti confusa, mescolando questioni economiche legate alla casa in cui avevano convissuto, il peso di una relazione definita «burrascosa» e sentimenti di «odio» verso la vittima, il suo nuovo compagno e il figlio di quest'ultimo.

Morcaldi aveva anche negato di aver pedinato o cercato la ex compagna nel periodo precedente al delitto. Secondo la sua versione, l'incontro sarebbe stato casuale, avvenuto mentre si recava ad acquistare il pranzo. Aveva inoltre sostenuto che il coltello utilizzato per l'aggressione, con cui aveva inferto almeno 14 colpi, lo portasse con sé abitualmente per consumare i pasti al parco.

Contesto e indagini

La difesa dell'uomo, rappresentata dall'avvocata Patrizia Iacobino, aveva evidenziato come Morcaldi si trovasse in una situazione di marginalità, dormendo in auto o in un dormitorio. Tuttavia, elementi raccolti durante le indagini sembrano contraddire la versione dell'incontro casuale. Una testimonianza della custode del palazzo in cui risiedeva la vittima, infatti, indicava la presenza di Morcaldi davanti all'abitazione della donna già la sera precedente all'omicidio.

Le indagini, coordinate dai pm Tarzia e Lesti, sono in fase di chiusura. L'ipotesi di premeditazione era stata precedentemente esclusa dal gip, ma il ritrovamento di ulteriori coltelli in un box riconducibile a Morcaldi aveva riaperto la possibilità di contestare tale aggravante.

AD: article-bottom (horizontal)