Nuovi sviluppi nelle indagini sull'omicidio di Vittorio Boiocchi. Un collaboratore di giustizia svela presunti tentativi di scalata alla gestione della curva interista da parte di Mauro Nepi.
Tentata scalata alla curva dopo l'omicidio Boiocchi
Le dichiarazioni di Gianfranco Ferdico gettano nuova luce su vicende legate alla curva Nord dell'Inter. Ferdico, padre di un ex capo ultrà, ha parlato del ruolo di Mauro Nepi. Secondo il suo racconto, Nepi ambiva a prendere il controllo della curva dopo la morte di Boiocchi.
L'intento di Nepi era quello di entrare nel gruppo dirigente. Questo progetto non si è concretizzato con l'arrivo di Antonio Bellocco. Di conseguenza, Nepi sarebbe stato escluso dalla ripartizione dei profitti derivanti dalla gestione della curva.
Queste rivelazioni sono emerse durante gli interrogatori condotti dai magistrati della Dda milanese. Ferdico sta collaborando attivamente con i pubblici ministeri. Le sue parole descrivono le presunte responsabilità di Nepi nell'omicidio di Vittorio Boiocchi, avvenuto a Milano nel 2022.
I verbali di Ferdico e le ambizioni di Nepi
I verbali di Gianfranco Ferdico sono stati depositati nel processo relativo all'omicidio Boiocchi. In questo procedimento sono imputati anche i due Ferdico e Andrea Beretta, ora collaboratore di giustizia. Anche Mauro Nepi è coinvolto in un processo separato.
Ferdico ha dichiarato che Nepi era costantemente alla ricerca di denaro. Riteneva di meritare compensi per la gestione della curva. Lo stesso Nepi avrebbe riferito a suo figlio e a Beretta che il loro successo era anche merito suo.
Secondo la versione di Ferdico padre, Nepi si sarebbe offerto di avvisare quando Boiocchi lasciava lo stadio per tornare a casa. Questo, per poi reclamare la sua parte dei guadagni. Dopo la finale di Champions League del 2023, Nepi non avrebbe più ricevuto denaro.
In occasione di quella finale, però, avrebbe ricevuto 25mila euro. Questa cifra rappresenta un punto di interesse nelle indagini sulla gestione finanziaria della curva.
Minacce velate e responsabilità nel delitto
In un'altra dichiarazione, Gianfranco Ferdico ha riportato una frase di Nepi: «Nepi disse che lui faceva più paura da morto che da vivo». Questa affermazione è stata interpretata dal direttivo della Nord – composto da Beretta, Marco Ferdico e Antonio Bellocco (quest'ultimo ucciso nel 2024) – come una minaccia velata.
La frase suggeriva che Nepi potesse aver lasciato disposizioni scritte. Queste potrebbero emergere dopo la sua eventuale morte. Un avvertimento implicito per chiunque avesse cercato di ostacolarlo o escluderlo.
Riguardo al suo coinvolgimento diretto nell'omicidio, Gianfranco Ferdico ha dichiarato di essere stato «succube di mio figlio». Tuttavia, ha ammesso di essere «parte in causa totalmente». Questa ammissione sottolinea la complessità dei rapporti all'interno del gruppo e le responsabilità condivise.
Le indagini continuano a esplorare le dinamiche interne e le motivazioni dietro gli eventi che hanno scosso il mondo ultras. La collaborazione di Ferdico padre fornisce elementi cruciali per ricostruire la verità.