Condividi
AD: article-top (horizontal)

La Cassazione ha riaperto il caso dell'omicidio Custra a Milano, stabilendo che la pena per Raffaele Ventura potrebbe non essere estinta. La vicenda giudiziaria si arricchisce di un nuovo capitolo dopo quasi 40 anni.

Omicidio Custra, la Cassazione interviene

Le vicende giudiziarie legate all'omicidio del vicebrigadiere Antonio Custra, avvenuto a Milano il 14 maggio 1977, tornano d'attualità. L'ex autonomo Raffaele Ventura, condannato per concorso in quell'omicidio, vede la sua pena di 14 anni riconsiderata. La Corte di Cassazione ha annullato una precedente decisione. Quest'ultima aveva confermato l'estinzione della pena per prescrizione.

La decisione della Cassazione accoglie il ricorso della procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni. Si contesta un'ordinanza del 2024 che aveva concesso a Ventura la possibilità di rientrare in Italia da uomo libero. Ventura, 76enne, vive da decenni in Francia. La sua situazione è legata alla cosiddetta "dottrina Mitterrand".

La vicenda giudiziaria di Raffaele Ventura

L'interrogatorio di Ventura da parte del giudice Guido Salvini risale alla fine degli anni '80. All'epoca, Ventura era latitante e negò di aver impugnato una pistola durante la manifestazione. Fu fotografato con un'arma in mano e una sciarpa sul viso. Sostenne che il suo gesto indicasse stupore, non incitamento all'attacco. Una perizia smentì la sua versione.

Ventura era tra i 10 ex terroristi attesi in Italia dalla Francia nel 2021. Un accordo politico tra i due Paesi prevedeva il loro rientro per scontare le pene. I giudici francesi, tuttavia, respinsero le richieste di estradizione.

La Corte d'Assise d'Appello milanese aveva stabilito che, trascorsi 28 anni dalla sentenza definitiva, la pena di Ventura fosse estinta. Questa interpretazione si basava su norme specifiche.

Il nuovo round giudiziario

La procuratrice generale Nanni ha riaperto il caso. Ha evidenziato un episodio del 2017. In quell'anno, la polizia francese aveva fermato Ventura in base a un mandato d'arresto europeo. Questo evento, secondo la pg, avrebbe interrotto la prescrizione. Il calcolo dovrebbe ripartire da quel momento.

Nel 2025, la Corte d'Assise d'Appello aveva confermato l'estinzione della pena. Ha accolto la linea difensiva dell'avvocato Davide Steccanella. Il ricorso della pg alla Suprema Corte ha portato all'annullamento. La Cassazione ha ritenuto "non adeguata" la motivazione della precedente decisione.

La Suprema Corte sottolinea l'importanza dell'attivazione delle autorità italiane. L'obiettivo era l'arresto del condannato all'estero. Questo dimostra "l’attualità dell’interesse punitivo" dello Stato. I giudici milanesi dovranno ora riesaminare il caso. Dovranno stabilire se la prescrizione sia ripartita dal 2017 o se Ventura possa considerarsi libero.

AD: article-bottom (horizontal)