La Procura Generale di Milano afferma che la pena per l'ex terrorista Raffaele Ventura, condannato per omicidio, non è estinta. La prescrizione si sarebbe interrotta nel 2017.
La posizione della Procura Generale
La procuratrice generale Francesca Nanni ha esposto la sua posizione alla Corte d'Assise d'appello di Milano. Ha sottolineato che Raffaele Ventura, 76 anni, ex membro delle Formazioni Comuniste Combattenti, è stato condannato per fatti molto gravi in Italia. Le pene inflitte ammontano a circa 50 anni di carcere. Tuttavia, Ventura non ha mai scontato un solo giorno di detenzione.
La condanna per l'omicidio del vicebrigadiere Antonio Custra, avvenuto nel 1977, rimane valida. La pena associata a questo crimine non si è estinta. Secondo la Nanni, la prescrizione non è ancora sopraggiunta. L'interruzione del termine prescrizionale è avvenuta nel 2017.
Il percorso giudiziario e la Cassazione
La vicenda giudiziaria ha visto un recente sviluppo ad aprile. La Cassazione ha annullato una precedente decisione. La Corte d'Assise d'appello di Milano, nel settembre 2025, aveva confermato un'ordinanza del 2024. Quest'ultima dichiarava l'estinzione della pena di 14 anni per Ventura a causa della prescrizione.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dalla procuratrice Nanni. Il ricorso era diretto contro l'ordinanza che, di fatto, permetteva a Ventura di rientrare in Italia da uomo libero. Ventura risiede da decenni in Francia, beneficiando della cosiddetta "dottrina Mitterrand".
Ventura era tra i 10 ex terroristi che avrebbero dovuto fare ritorno in Italia dalla Francia nel 2021. Questo rientro era previsto dopo un accordo politico tra i due Paesi. L'obiettivo era l'esecuzione delle pene pendenti. Tuttavia, i giudici francesi respinsero le richieste di estradizione.
L'arresto provvisorio e l'interruzione della prescrizione
La procuratrice Nanni ha ribadito il punto centrale della disputa legale. La questione riguarda l'estinzione o meno della pena. Il 17 luglio 2017, la polizia francese eseguì un "arresto provvisorio" nei confronti di Ventura. Questo fermo durò circa sei ore. L'operazione avvenne su mandato delle autorità italiane.
Secondo la Procura Generale, questo evento ha bloccato il decorso della prescrizione. La pena, quindi, ha ripreso a decorrere da quella data. La prescrizione, secondo questa interpretazione, è ancora in corso e la pena è quindi esigibile.
Nanni ha contestato l'idea che lo Stato italiano non abbia agito sufficientemente per far eseguire la pena. Ha affermato: "Prescrizione della pena significa che lo Stato italiano non ha fatto abbastanza per farla eseguire, ma non è così".
Prossimi sviluppi
Circa un anno fa, i giudici milanesi avevano accolto la linea difensiva. Il difensore di Ventura, Davide Steccanella, aveva sostenuto la prescrizione della pena. La nuova decisione, attesa dopo l'udienza odierna, dovrebbe essere resa nota nei prossimi giorni. La Corte d'Assise d'appello di Milano dovrà pronunciarsi sulla validità della pena e sulla sua eventuale esecuzione.
Domande frequenti
Perché la pena di Raffaele Ventura è considerata non prescritta?
La Procura Generale di Milano sostiene che un arresto provvisorio avvenuto in Francia nel 2017 abbia interrotto il termine di prescrizione, rendendo la pena ancora esigibile.
Cosa stabilisce la "dottrina Mitterrand"?
La "dottrina Mitterrand" è un accordo non ufficiale che ha permesso alla Francia di non estradare ex terroristi italiani, permettendo loro di risiedere nel Paese senza scontare le pene in Italia.