Un giovane è stato brutalmente ucciso in stazione a Milano da un gruppo di aggressori. Il fratello della vittima, presente durante l'attacco, ha descritto la violenza inaudita subita dal congiunto. Le sue parole rivelano la crudeltà del gesto e la possibile appartenenza degli aggressori a una gang.
La violenza in stazione a Milano Certosa
Un drammatico episodio di violenza ha scosso la stazione di Milano Certosa. Un giovane di origini sudamericane ha perso la vita a seguito di un'aggressione. I fatti si sono verificati nella notte tra il 26 e il 27 maggio. La dinamica dell'evento è stata ricostruita dal fratello della vittima.
Le sue parole, riportate dal programma 'Fuori dal coro', dipingono un quadro agghiacciante. Il congiunto della persona deceduta ha definito gli aggressori «animali», sottolineando la loro appartenenza a una «gang».
Il racconto del fratello della vittima
Il fratello di Gianluca Ibarra Silvera, il giovane tragicamente scomparso, ha condiviso la sua testimonianza. Ha raccontato di aver assistito impotente alla scena. «Mio fratello praticamente mi è morto tra le braccia», ha dichiarato con profonda commozione. Era presente al momento dell'attacco.
Secondo il suo racconto, un gruppo di circa sei o sette individui ha iniziato a provocare. Hanno gridato «Somos los reyes», che significa «Siamo i re». Hanno anche lasciato un segno distintivo sulle pareti, la sigla «LK», identificativa della gang.
L'aggressione e la fuga disperata
La situazione è degenerata rapidamente. Il gruppo ha iniziato ad accerchiare i due fratelli. La fuga è stata immediata, correndo sui binari nel tentativo di mettersi in salvo. Erano inseguiti da circa trenta persone armate di coltelli, bottiglie e sassi. Il fratello ha riferito di essere stato colpito anche da delle bottigliate.
«Corri, ci ammazzano, corri», gridava nel panico. Nonostante i tentativi di fuga, il fratello della vittima non è riuscito a impedire l'orrore. Hanno raggiunto Gianluca Ibarra Silvera, circondandolo e colpendolo ripetutamente. Si stima che una ventina di persone abbiano partecipato all'aggressione.
Le ferite e l'assenza di movente
Il fratello ha descritto la scena straziante del congiunto ferito. «Lui era tutto insanguinato, pieno di colpi». Cercava di incoraggiarlo: «Resisti, resisti, non mollare». Ha sentito le grida di dolore e ha visto i colpi inferti. I suoi vestiti e le sue mani erano completamente ricoperti di sangue.
Teneva la testa del fratello tra le mani, notando le numerose ferite. La cosa più sconcertante è l'assenza di un motivo apparente. «Un vero motivo non c'era», ha affermato il fratello. L'omicidio potrebbe essere stato compiuto per puro sadismo o per un tragico scambio di persona. Chiunque si fosse trovato lì in quel momento sarebbe potuto essere vittima.
La testimonianza completa andrà in onda su Retequattro. Il programma 'Fuori dal coro' condotto da Mario Giordano trasmetterà l'intervista questa sera. Le parole del fratello offrono uno spaccato della brutalità dell'evento.
Le indagini proseguono per identificare e assicurare alla giustizia i responsabili di questo efferato crimine. La comunità locale attende risposte e giustizia per Gianluca Ibarra Silvera.