Una nuova combinazione di terapie farmaceutiche offre prospettive incoraggianti per pazienti con tumore allo stomaco avanzato. La ricerca, guidata dall'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, apre nuove strade terapeutiche.
Nuova speranza per tumore stomaco avanzato
Una combinazione inedita di farmaci sta emergendo come potenziale nuova arma contro il tumore dello stomaco in stadio avanzato. I risultati preliminari di uno studio internazionale, con un ruolo di primo piano per l'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, sono stati recentemente pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Medicine. Questa ricerca ha coinvolto ben 14 centri distribuiti tra Giappone, Corea del Sud, Cina, Stati Uniti ed Europa, sottolineando la portata globale dell'indagine.
Il tumore gastrico rappresenta una sfida medica significativa, posizionandosi come il quinto tipo di cancro più diffuso a livello mondiale. In Italia, ogni anno, circa 14.000 persone ricevono questa diagnosi. Purtroppo, un numero considerevole di casi viene identificato solo quando la malattia ha già raggiunto uno stadio avanzato, rendendo il trattamento più complesso e le prospettive meno favorevoli.
Negli ultimi anni, i progressi terapeutici si sono concentrati principalmente sui tumori gastrici classificati come Her-2 positivi. Questa specifica sottocategoria, che rappresenta circa il 15-20% di tutti i casi, ha beneficiato dell'introduzione di farmaci mirati. Molecole come il trastuzumab e il trastuzumab deruxtecan hanno dimostrato di migliorare significativamente le aspettative di vita per questi pazienti, offrendo nuove speranze e migliorando la qualità delle cure.
Identificato un nuovo bersaglio molecolare
Per i tumori dello stomaco Her-2 negativi, invece, i progressi terapeutici sono stati storicamente più contenuti. Tuttavia, negli ultimi tempi, l'introduzione dell'immunoterapia, spesso utilizzata in combinazione con la chemioterapia standard, ha portato a un miglioramento tangibile dei risultati clinici. Questo approccio ha aperto nuove prospettive per una fetta più ampia di pazienti.
Recentemente, la ricerca scientifica ha identificato un nuovo e promettente bersaglio molecolare: la proteina denominata “Claudina”. La scoperta di questa proteina ha permesso lo sviluppo di farmaci specifici, come lo zolbetuximab. Studi precedenti hanno già evidenziato la capacità di questo farmaco di prolungare la sopravvivenza nei pazienti i cui tumori presentano elevati livelli di questa molecola. La proteina Claudina, normalmente presente nelle cellule sane dello stomaco, svolge un ruolo cruciale nel mantenere l'integrità strutturale dei tessuti. Quando le cellule tumorali si sviluppano, tendono a perdere questa coesione, ma la Claudina continua a essere espressa, rendendola un marcatore utile per identificare le cellule malate.
Il passo logico successivo per i ricercatori è stato quello di esplorare la possibilità di combinare questi nuovi farmaci mirati con la chemioterapia convenzionale. L'obiettivo è comprendere se tale sinergia terapeutica possa portare a risultati ancora più significativi in termini di controllo della malattia e sopravvivenza.
Studio Illustro: un approccio triplice
Lo studio Ilustro rappresenta una pietra miliare in questo percorso di ricerca. Si tratta, infatti, del primo studio a testare, in prima linea terapeutica per il tumore dello stomaco Her-2 negativo, una combinazione che include tre diverse strategie di trattamento. Queste comprendono la chemioterapia standard, l'immunoterapia e una terapia a bersaglio molecolare specifica, lo zolbetuximab, che agisce contro la Claudina. Il dottor Nicola Fazio, direttore della divisione di oncologia gastrointestinale dello IEO e coautore dello studio, ha dichiarato che questo approccio terapeutico si è dimostrato «molto promettente nel rallentare ulteriormente la progressione della malattia».
Questa combinazione innovativa mira a sfruttare i meccanismi d'azione complementari delle diverse terapie. L'immunoterapia, ad esempio, agisce riattivando il sistema immunitario del paziente, permettendogli di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. I farmaci anti-PD-(L)1, in particolare, bloccano una proteina che le cellule tumorali utilizzano per nascondersi dal sistema immunitario, ripristinando così la capacità di difesa dell'organismo. Lo zolbetuximab, invece, si lega specificamente alla Claudina presente sulle cellule tumorali, facilitandone la distruzione o segnalandole al sistema immunitario per un attacco mirato.
Studio Lucerna: confronto con lo standard attuale
Sulla base dei risultati incoraggianti ottenuti, è stata avviata una nuova e più ampia ricerca internazionale, denominata studio di fase 3 Lucerna. Questo studio ha l'obiettivo di confrontare direttamente la nuova combinazione di tre terapie con il trattamento standard attualmente in uso per i pazienti con tumore gastrico avanzato. I risultati di questo confronto saranno determinanti per stabilire se questa nuova combinazione innovativa potrà diventare la terapia di riferimento per i tumori gastrici avanzati.
In particolare, la nuova combinazione potrebbe rappresentare la nuova frontiera terapeutica per i pazienti con tumori gastrici Her-2 negativi, ma che presentano contemporaneamente l'espressione della Claudina e della proteina PD-L1. La presenza di questi marcatori specifici è fondamentale per determinare l'eleggibilità dei pazienti a questo tipo di trattamento.
L'esperienza dello IEO e le sfide future
La dottoressa Chiara Cella, medico oncologo presso la Divisione di oncologia gastrointestinale dello IEO e sub-investigator dello studio, ha sottolineato l'esperienza maturata dall'istituto milanese nell'utilizzo dello zolbetuximab. «Allo IEO studiamo da anni lo zolbetuximab, sia da solo sia in combinazione con altri farmaci, nei pazienti con tumore dello stomaco avanzato Claudina positivo», ha affermato. Ha inoltre aggiunto che l'istituto ha «acquisito significativa esperienza clinica nella gestione di questo farmaco non semplice da somministrare».
Lo IEO sta attivamente esplorando anche altri anticorpi diretti contro la Claudina, con l'obiettivo di offrire ai pazienti potenziali benefici ancora maggiori. La ricerca sulla Claudina e sulle terapie mirate è in continua espansione all'interno dell'istituto, in stretta collaborazione con i patologi, non solo per i tumori dello stomaco ma anche per altre neoplasie dell'apparato digerente.
Una criticità attuale riguarda la rimborsabilità dei farmaci. Attualmente, in Italia, per i pazienti con tumore dello stomaco Her-2 negativo, PD-L1 positivo e Claudina positivo, solo l'immunoterapia (come nivolumab o pembrolizumab) in combinazione con la chemioterapia è rimborsata. Lo zolbetuximab, invece, non è ancora incluso nei rimborsi nazionali. Pertanto, l'unica possibilità per i pazienti di accedere a questo farmaco anti-Claudina è attraverso la partecipazione a studi clinici.
Il dottor Lorenzo Gervaso, oncologo della Divisione di oncologia gastrointestinale, ha evidenziato questo aspetto, aggiungendo che lo IEO sta incrementando i progetti di ricerca sulla Claudina e sulle terapie correlate. Questa ricerca è condotta in stretta sinergia con i patologi, ampliando l'indagine a tumori dello stomaco e ad altri tipi di tumori dell'apparato digerente.